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giovedì 24 maggio 2018



L'ALTRA GENESI: I miti della creazione, le saghe degli Accadi e dei Sumeri, le storie dell'Antico Testamento fanno riferimento a scritti ancora più antichi, a fonti remotissime di cui non rimangono che frammenti. Quei racconti, incisi su tavole d'argilla, narrano una storia straordinaria: molte migliaia di anni fa una razza di esseri depositari di conoscenze che solo oggi cominciamo vagamente a comprendere, guidò fin dai primi passi l'evoluzione della civiltà terrestre.







RESTI PROIBITI DI REMOTE CIVILTÀ
Nel rivisitare il nostro passato si deve considerare che i vincitori tendono a riscrivere la storia a loro misura,modificare ed occultare alcuni eventi per il proprio tornaconto, diviene quindi ovvio supporre e dedurre che quanto scritto e narrato sulle vicende umane sia stato oggetto di possibili distorsioni di comodo.Chi ha raggiunto una posizione dominante non può mettere a rischio il proprio futuro, per questo tutto quanto mina lo "status quo"viene screditato o soppresso.Chiaro esempio quanto accadde in seguito alle indagini archeologiche sull’isola di Manitoulin che rivelarono reperti databili da 65.000 a 125.000 anni.Chi aveva fatto carriera appoggiando le teorie ortodosse che non contemplavano insediamenti umani in quelle terre a quelle date, contrastò tali deduzioni.Molti reperti sparirono misteriosamente nei sotterranei del Museo Canadese ed il sito archeologico venne trasformato in un complesso turistico.Non si poteva riscrivere la storia del Nord America e vanificare le carriere accademiche di coloro che le avevano conquistate seguendo errate deduzioni.
Quanto riaffiora, anche se discriminato, continua a narrare una storia diversa e insinua il dubbio;seppur ufficiosamente mette in luce un passato diverso da quello riconosciuto.Gli esempi sono molteplici.I denti di pescecane rinvenuti nel Suffolk sono forati nel centro; qualcuno, due milioni di anni fa,compiendo un lavoro molto sofisticato per l'epoca, si confezionò una collana...I reperti di quattro scheletri fossili ritrovati a Castenedolo (Brescia) appartengono senza ombra di dubbio a esseri umani anatomicamente moderni, non proto umani come quelli africani;il contenuto di fluorina e la concentrazione di uranio le datano vecchie di quattro milioni di anni.
Smettiamo di crederci culturalmente e tecnologicamente talmente superiori da escludere la possibilità dell’esistenza di una civiltà precedente la nostra in grado di costruire moderni agglomerati urbani e non limitata alla vita delle caverne; in grado di avere un’organizzazione civile e politica ed elevate conoscenze tecnologiche.Questo solo perché contrario a tutto quello che conosciamo riguardo ai nostri antenati e perché convinti che fossero primitivi e analfabeti;perché non siamo in grado di comprendere come abbiano potuto conseguire un grado tecnologico elevato.La nostra arroganza ci fa dimenticare che fino a pochi decenni fa credevamo la Terra fosse stata creata nel 4004 a.C.;credevano, e forse qualcuno lo crede ancora, in un intervento divino teso a punire gli esseri umani attraverso un diluvio universale, anziché considerarlo un evento geofisico,o cosmico, con cadenza ciclica.Quell’arroganza ha contrastato e mandato al rogo uomini solo perché portatori di idee contrarie ai dogmi monolitici dell’ortodossia.Un comportamento perdurato anche in tempi "moderni", nel 1950 con Velikovsky e la sua teoria dei mondi in collisione, nel 1980 quando analisi specifiche e dettagliate cambiavano quanto stabilito dalla scienza riguardo a monumenti lasciati dai nostri antenati e agli eventi che hanno determinato l’evoluzione umana.Eppure dobbiamo considerare che, secondo le analisi geologiche, la Sfinge può essere retro datata a 12.000 anni fa; dobbiamo ammettere che se 65 milioni di anni fa un asteroide non cadeva a Chicxulub, nello Yucatan, non eravamo qui a dissertare su tali argomenti, in quanto il genere umano non si sarebbe sviluppato e forse i dinosauri sarebbero la specie animale dominante sul pianeta.Quale valore allora assume quanto riportato nella Bibbia: "Facciamo l’uomo, sia simile a noi, sia la nostra immagine. Dio creò l’uomo simile a lui, lo creò a immagine di Dio, maschio e femmina li creò.
"Abbandoniamo i nostri pregiudizi nella ricerca della verità riguardo alle nostre origini, altrimenti non saremo mai capaci di ricostruire il nostro passato.È un dato sicuro che fino all’8000 a.C. l’uomo viveva cacciando animali e che solo dopo tale data iniziò a praticare la pastorizia e l’agricoltura?Che 5.000 anni dopo si stabilì in centri urbani originando organizzazioni socio politico religiose che hanno caratterizzato la storia umana?Perché costruire monumenti giganteschi senza possedere la tecnologia idonea per farlo?A quale popolazione neolitica appartenevano i costruttori della Sfinge? Non a quella che occupava gli insediamenti neolitici di Fayyum nel basso Egitto, la cui massima aspirazione era la sopravvivenza.Forse quella che viveva nelle città raffigurate nella "tavoletta Libica" esposta nel Museo del Cairo risalente al 3000 a.C., tuttora sepolte fra le sabbie del deserto, o nel fango o nelle acque del Mediterraneo.Forse la popolazione nomade di Nabta dotata di conoscenze tecnologiche e astronomiche elevate, dal momento che fu capace di estrarre lastre di pietra dalle cave, tagliarle, posizionarle e allinearle nel modo giusto affinché indicassero il punto in cui sorgeva il sole nel giorno del solstizio di estate 6.000 anni fa. Tali allineamenti sono i più antichi che conosciamo.Molto più probabile però che i costruttori appartenessero a quella popolazione che sfruttò le cave di pietra 33.000 anni fa.In tale periodo, 33.000 anni fa, in Cile a Monte Verde, qualcuno ha lasciato tracce di carbone di legna e non poteva trattarsi di un popolo giunto in quei luoghi attraverso lo stretto di Bering che si chiuse 20.000 anni fa, perché 16.000 chilometri non si coprono in poche centinaia di anni. Giunsero in quella regione provenienti da altre terre..33.000 anni fa la civiltà che viveva nella Dordogna, dove si trova la grotta di Lascaux, conosceva le costellazioni del Toro,Leone e Scorpione,chiamandole con il loro nome ed osservavano le fasi lunari, tenendone conto per stabilire il solstizio d’estate, giorno di una grande festa religiosa. Infatti osservando i dipinti eseguiti utilizzando biossido di manganese 17.000 anni fa sulle pareti della grotta, i tori, la testa del cavallo e uno strano fantastico animale, mai vissuto, somigliante ad un unicorno, noi vi riconosciamo la costellazione del Toro, con le Pleiadi e le Iadi. Nella strana forma dell’unicorno, fra i segni delle corna, le due stelle brillanti della Bilancia, nel dorso la stella Antares dello Scorpione e nel ventre la rispettiva coda. La conoscenza dei movimenti di queste stelle era profonda e radicata nel tempo; non sottovalutiamo tali conoscenze.Gli antichi conoscevano cose assai più complesse di quanto si possa immaginare, come il fenomeno della precessione. Ma dato che occorrono circa 26.000 anni affinché la precessione si completi la sua osservazione ha richiesto millenni.Da quanto il fenomeno era conosciuto?Come e dove possiamo apprendere tale informazione? Sicuramente dai Miti perché questi sono stati tramandati oralmente quando mancava la scrittura ed attraverso i miti si ricordava meglio gli eventi celesti che l’uomo antico teneva sotto osservazione; temendo che dall’alto venisse il pericolo.Il Mito ci conduce verso una civiltà remota presente 33.000 anni fa, che Platone situa nel mezzo dell’oceano in un isola chiamata Atlantide, cancellata da un cataclisma. L’evento, forse ciclico, accennato all’inizio e ricordato come il Diluvio Universale.Noi non siamo in grado di stabilire se Atlantide fosse il nome con il quale si conoscesse quella civiltà. Platone nello stilare i suoi poemi deve aver attinto da qualche fonte antica che di tale civiltà parlava, ma è certo che prima di noi esisteva un popolo in possesso di elevate conoscenze che espanse i suoi domini in molti angoli del pianeta.Nel racconto di Platone si parla di unione fra gli umani e gli Dèi, di degradazione dei costumi e della conseguente punizione; tema ricorrente negli altri miti dei popoli, dalle saghe Sumere, alla Bibbia, ai libri sacri Maya e Indù. Testimonianze di eventi drammatici tramandati verbalmente.Anche se la scienza rifiuta e nega che esseri bipedi intelligenti abbiano camminato sulla terra milioni di anni fa, vi sono alcuni reperti che testimonierebbero il contrario; la presenza umana sarebbe risultata in epoche in cui è stato stabilito che l’uomo non poteva essere presente. Reperti che, ovviamente, sono stati denigrati, non esposti nei musei, dei quali restano solo alcune documentazioni fotografiche perché scomparsi.Sono spariti anche iframmenti di una tavola di salice finemente levigata risalente a 500.000 anni fa rinvenuta nel 1989 nella valle del Giordano.È andata perduta la catena d’oro, ritrovata nel 1891 dalla moglie dell’editore del giornale di Morrisonville all’interno di un pezzo di carbone estratto dalle miniere; non poteva esistere 260 milioni di anni fa. Non all’epoca dei dinosauri: oppure era errata la teoria riguardo la formazione del carbon fossile. L’oro, oltre tutto, era di 6 carati e all’epoca del ritrovamento veniva usato oro a 15 carati.Scomparso anche il piccolo cubo di acciaio di 6,5x4,5 centimetri, con una profonda scanalatura tutta intorno e due facce arrotondate, rinvenuto in Austria nel 1885. Lo stesso dicasi per il chiodo di Kingoode, anch’esso trovato nel carbone, e la catena di ferro inserita nell’arenaria in un pozzo artesiano della California rinvenuta nel 1952. Reperti che non potevano esistere circa 380 milioni di anni fa.Come non poteva esistere, 286 milioni di anni fa, l’umano che ha lasciato i suoi resti ossei sepolti a 300 metri nella miniera di carbone della contea di Macoupin nell’Illinois, ritrovate dai minatori nel 1862.Ossa che non furono mai analizzate ma che sono sparite.Non si trova più la perlina di marmo bianco di 4 centimetri che aveva un foro centrale di un centimetro e mezzo.Non esiste più l’orma fossile della parte posteriore di una scarpa, risalente al Triassico, trovata nel 1922 da un ingegnere minerario, tale John Reid; per la scienza era solo "uno scherzo della natura". Dell’orma resta solo una foto.Anche nel 1968 venne ritrovata l’orma di una scarpa nell’Utah, su di essa il fossile di un trilobite estinto 280 milioni di anni fa. Un altro scherzo?Certo è difficile far sparire impronte fossili umane come quelle rinvenute nel 1938 da Wilson Burroughs nel Kentuky; simili a quelle ritrovate in Pensylvania e nel Missouri. Cinque dita ed un arco plantare chiaramente individuabile, un’orma di 25 centimetri. Dato che un bipede non poteva esistere in tale epoca, l’orma doveva appartenere ad una specie animale non meglio identificata, definita "Phenauthropus mirabilis", ovvero "mirabile creatura". Inutile aggiungere che non esiste documentazioni in merito.Non si possono nascondere, né classificare false, come è stato tentato di fare, le orme umane rinvenute in Texas, nella zona di Glen Rose e nel fiume Paluxy. Conosciute quelle di Taylor Trail, quattordici orme umane contornate da 134 orme di dinosauri; rinvenute sotto uno strato di calcare e quindi autentiche.Caso mai bisogna chiederci solo come gli uomini potevano sopravvivere insieme ai velocissimi predatori del Triassico; le impronte umane si trovano in mezzo a quelle dei dinosauri a zampe triungulate e sono chiaramente visibili.Impronte fossili uguali sono state rinvenute anche in Russia, Centro America, Africa e Turchia.Decisamente nelle datazioni stabilite dalla scienza c’è qualcosa che non va. È esatto il metodo di datazione adottato?190 milioni di anni fa i dinosauri avevano il pieno possesso del pianeta poi, 65 milioni di anni fa, si estinsero misteriosamente; ufficialmente in seguito all’impatto dell’asteroide caduto nello Yucatan. 4 milioni di anni dopo apparvero le prime tracce del nostro antenato; ma il primo utilizzo di utensili in pietra risale solo a 2,5 milioni di anni fa, benché sia oramai accertato che Lucy e i suoi simili camminarono in posizione eretta 4,5 milioni di anni fa.La storia della civiltà inizia ufficialmente circa 12.000 anni fa, dopo la fine dell’ultima era glaciale, ma ne siamo certi?Cosa è realmente accaduto in oltre 60 milioni di anni dopo la scomparsa dei grandi sauri?Possibile che il successivo sviluppo dei mammiferi abbia generato il primo bipede umano dopo un tempo esageratamente lungo?Possibile che la storia umana occupi un periodo di tempo così breve nella totalità della storia del pianeta?Troppo spesso la scienza non riesce a fornire spiegazioni soddisfacenti riguardo a tutti i reperti che affiorano dal passato.Sembra sia più facile nascondere e rinunciare a scavare la crosta terrestre evitando in tal modo di trovare anomalie che obbligano ad una nuova stesura delle vicende storiche accertate e non evidenziate dalla scienza convinta che, col tempo, saranno dimenticate Come, ad esempio, i reperti ritrovati nel monte Table, in California, consistenti in punte di lancia di 10 e 20 centimetri, mestoli, un oggetto di ardesia che somiglia ad un’impugnatura di arco e un osso mascellare umano; tutti contenuti in uno strato di ghiaia databile fra i 33 e i 55 milioni di anni.Sulle ossa fossilizzate di balena rinvenute in Toscana sono presenti alcuni tagli; le ossa sono talmente dure che non possono essere incise da una punta d’acciaio, i tagli sono stati fatti in epoca remota con attrezzi molto affilati in seguito all’asportazione della carne.In Francia, a Gannat, il ritrovamento di un fossile di femore di rinoceronte, anch’esso con tagli lasciati dalla macellazione. A Pouancé ossa fossili di mammifero acquatico con tagli simili; la datazione di tali fossili ci porta indietro di circa 25 milioni di anni.Ancora più antichi gli utensili ritrovati a Clermont, daterebbero dai 40 ai 55 milioni di anni.Siamo certi che tutto quanto ci viene comunicato dallo staff dirigenziale scientifico sia frutto di indagini e deduzioni di provata serietà e soprattutto veritiero?In fondo quale interesse scavare nel passato per scoprire la verità sulle origini del genere umano oltre a ricavare notorietà, considerazione e ricchezza?Nonostante questo, a volte, alcuni reperti costringono la scienza a fare un passo, o meglio, un mezzo passo, indietro; ad ammettere l’esistenza di qualche dubbio. Non di più.Dopo anni di indagini abbiamo distrutto la teoria di Darwin, in fondo anche lui qualche anno dopo non credeva più alle sue affermazioni; tracce attendibili portano indietro nel tempo e forse non tutte le specie dei sauri si estinsero. Sembra che alcuni esemplari siano giunti fino a noi grazie a particolari condizioni ambientali presenti in determinate zone del pianeta.Vi sono testimonianze incredibili; oltre i confini della realtà; ma in alcuni casi s’insinua la pulce nell’orecchio. Sembra siano stati visti esemplari di coelacanto, un pesce creduto estinto da milioni di anni. Un "mostro" chiamato "Mokele Mbembe", detto anche "N’yamala", avrebbe terrorizzato alcune popolazioni dell’Africa. I locali avrebbero identificato nelle foto di un diplodocus, il Mokele.Tribù dello Zambia, Zaire e Zimbawue sono state atterrite dalla presenza di uccelli dalle grandi ali, uguali a quelle del pipistrello, prive di piume, dal lungo becco. Avvistati anche nel Nord America dal 1890 al 1981, ricordano il bassorilievo rinvenuto nel 1986 nella città di El Tajin raffigurante l’uccello serpente. I Maya avevano visto uno pterosauro?Cose impossibile da spiegare, o da credere, che la scienza preferisce ignorare, non approfondire. Come ignora dati fisici caratteristici del genere Homo, assenti negli altri mammiferi terrestri ma presenti nei mammiferi acquatici.Proveniamo quindi da un primate diverso dagli altri primati?La nostra evoluzione non ha seguito una selezione naturale come afferma la scienza?Le scimmie non si sono evolute come l’uomo. La necessità ha spinto una specie di primati a camminare in posizione eretta e ad apportare un cambiamento nel suo sviluppo, non la naturale selezione. E quindi?Non parliamo di Dèi discesi dalle stelle a praticare una fecondazione artificiale inseminando la femmina di un Ominide con il seme di un "Dio", non escludiamo nemmeno tale ipotesi dato che molte circostanze portano a tale conclusione; poniamo solo in evidenza alcuni fatti ai quali la scienza è incapace di fornire una risposta 
Nessuna scimmia ha sviluppato il proprio cervello rimasto a 440 cm3 come quello di Lucy; l’Homo Erectus lo aveva di 1200 cm3, noi mediamente di 1400 cm3. Con l’aumento del cervello è aumentata la scatola cranica, e tale aumento avviene nel primo anno di vita, altrimenti nessuna femmina umana potrebbe partorire un piccolo con la testa grossa come quella di un adulto, pur avendo un bacino notevolmente diverso da quello di una scimmia.
L’uomo non ha peli sul corpo, è privo di quella pelliccia tipica degli altri animali che protegge dalle basse temperature, ma ha sotto la pelle uno spesso strato di grasso come gli animali acquatici. Non serve sulla terraferma ma solo in acqua.L’uomo parla, gli altri primati no. Abbiamo il dono della parola grazie al nostra particolare sistema respiratorio esclusivo degli esseri umani, inesistente in tutti gli altri animali.Siamo gli unici mammiferi che possono respirare sia col naso, sia con la bocca, ma non respirare e mangiare allo stesso tempo a causa della presenza di una laringe definita "discesa".La trachea e l’esofago non sono separati; la prima si trova nella cavità orale dietro la lingua, il palato è aperto e il cibo entra nell’esofago, l’aria nei polmoni. Un sistema altamente rischioso dato che in seguito ad una malattia, o ad altra causa incidentale, il sistema di controllo si guasta e andiamo incontro al rischio di soffocamento da cibo.Gli altri animali mammiferi possiedono un muscolo circolare contrattile che smista cibo e aria.
Un mistero inspiegabile come la nostra struttura, considerata anomala per i mammiferi terrestri, si sia evoluta. 
La scienza non ha spiegazioni.La "laringe discesa" è presente nei mammiferi acquatici che possono respirare con la bocca, trattenere ed espellere in poco tempo un notevole volume di aria, quindi emergere e immergersi di nuovo.Questo comporta un controllo della capacità polmonare; altra caratteristica dell’uomo e dei mammiferi acquatici, che ci ha permesso di poter modulare i suoni e comunicare con la parola.E non sono le sole caratteristiche che ci rendono una specie unica.Siamo gli animali che hanno rapporti sessuali in posizione frontale; la nostra traspirazione è priva di un sistema di controllo dell’espulsione di acqua e sali, di conseguenza ci espone al rischio di sopravvivenza.Per quale motivo un simile organismo dovrebbe aver avuto sviluppo nella savana africana? Quale era il suo reale habitat?Nella ricerca sulle cause del cancro è stato scoperto che i babbuini erano affetti da un virus mortale e avevano sviluppato nel tempo un gene che lo combatteva, la sequenza genetica si è conservata solo nei primati africani, ma non ne esiste traccia nella struttura umana.La specie è stata costretta all’isolamento? Le nostre origini sono davvero in Africa?Sette milioni di anni fa in Etiopia esisteva un mare interno che aveva trasformato l’altopiano di Danakil in un isola paludosa nel Mar Rosso; un habitat isolato.Il babbuino non era
presente nel territorio, ma i primati che la popolavano furono costretti a spostarsi nel mare. Iniziarono a camminare eretti per poter respirare nell’acqua?Quando il mare si ritirò venne a formarsi il deserto di sale di Danakil dove furono scoperti, nel 1995, un cranio ed un bacino databili a due milioni di anni fa. A sud di tale luogo venne ritrovata Lucy e altri esemplari a lei simili; ma il ginocchio di Lucy non poteva rimanere bloccato come il nostro e quindi non era in grado di assumere una perfetta posizione eretta.Lo sviluppo umano ha avuto inizio a
Danakil, oppure 8 milioni di anni prima in altro luogo?Forse ancora più indietro nel tempo?In un certo senso sembrerebbe sia così.L’archeologia ha bisogno dell’apporto delle altre discipline scientifiche per fornire dati certi e credibili, non può rimanere solo una raccolta di cose a volte incredibili e falsate a proprio uso e consumo e per il proprio tornaconto da eminenti e illustri personaggi, che da affermazioni non del tutto veritiere e mostrando prove
di altrettanto tenore, hanno trasformato il loro destino e, di conseguenza, la storia dell’uomo.
Non verrà mai affermato ufficialmente che qualche periodo della nostra storia deve essere riscritto perché le nuove tecnologie a nostra disposizione hanno proiettato una nuova luce su alcuni reperti archeologici, ma le evidenze parlano da sole.L’uomo, d’altro canto, si evolve apprendendo quanto più possibile del suo passato, delle sue origini; nel passato è racchiuso il futuro, quanto apprenderà lo aiuterà a comprendere le sue paure e affrontare la vita in modo diverso. È inutile negarlo, l’uomo è sempre dominato dalla paura dell’incognito, dalla sua emotività che lo rende facilmente condizionabile; dal suo innato istinto animale che lo spinge a volte a compiere azioni di efferata ferocia verso le altre specie animali e coloro che giudica ostili a causa della diversità della pelle o del credo politico e religioso. Conoscendo le sue radici l'uomo riuscirà a capire il suo prossimo, ad avvicinarlo senza timore a costruire con lui qualcosa di più grande.La stessa storia lo insegna. Vi siete mai chiesti perché nell’antichità molte delle nostre cognizioni erano già note e come mai dall’anno mille tutto fu dimenticato?Perché tante affermazioni che sono la base della nostra scienza furono combattute come eretiche e messe al bando chi le divulgava?Giordano Bruno e Galileo hanno sfidato le opinioni limitate dei loro contemporanei con le loro affermazioni. Il primo finì sul rogo per aver affermato che esistono infiniti soli e pianeti che girano intorno ad essi, alcuni dei quali abitati. Il secondo fu condannato dalla chiesa per aver espresso un concetto riportato anche su testi indiani e cinesi redatti millenni prima del suo tempo, ossia che la "terra è un globo nello spazio".Per quanto possa sembrare strano, al tempo di Aristarco di Samo (III° sec. A.C.), si insegnava che la Terra era rotonda e ruotava intorno al sole. Il giorno di Brama, cioè l’inizio dell’Universo, secondo gli antichi libri indiani, è lontano 4.320 milioni di anni; per gli astronomi moderni 4.600 milioni.La civiltà è più vecchia di quanto si creda; noi stiamo ricalcando le scene già percorse da una precedente e avanzata civilizzazione. 
Forse stiamo ripetendo gli stessi errori di presunzione che la portarono alla distruzione.È assurdo pensare che la cultura urbana di Catal Huyuk sia apparsa dal nulla 10.000 anni fa, la sua origine ha avuto luogo alcuni millenni prima in un’altra zona geografica.Dati scientifici incontrovertibili ci segnalano che 80.000 anni fa il ghiaccio ricopriva Europa, Russia, Canada, Stati Uniti 12.000 anni fa l’aspetto del globo era diverso: Nuova Guinea e Tasmania erano un solo territorio; Filippine, Sumatra e Borneo erano collegate all’Asia. Esistevano terre a sud del Sud Africa in un estensione di 150 chilometri; l’Alaska e la Siberia erano collegate da una striscia di terra priva di ghiacci; nella Manica vi erano vaste pianure e così nel Mediterraneo, si estendevano per oltre 200 chilometri dalle coste tunisine. Una vasta e fertile pianura percorsa da fiumi si allungava per 300 chilometri a sud di Venezia.Alla fine dell’era glaciale i mari alzarono il loro livello di oltre 120 metri penetrando nell’entroterra, in alcuni casi fino a 300 chilometri. Questo per un periodo di 2.000 anni, costringendo l’uomo ad arretrare abbandonando abitazioni, città, miniere, tecnologie; la lavorazione dei metalli fu interrotta e si ritornò all’utilizzo di utensili di pietra. 9.000 anni fa il livello dei mari si stabilizzò e l’uomo smise di fuggire verso le montagne, si stabilì nelle fertili pianure alluvionali formate dai fiumi dedicandosi all’agricoltura, gettando le basi della nuova civiltà. Iniziando a scrivere la nuova storia.Come è stato scritto, l’uomo è veramente civile quando si ricorda del suo passato, lo sente vivo, legato a sé.L’uomo è nato quando è riuscito a far suoi i concetti astratti che sono alla base della religione, della matematica, dell’arte, della musica.L’uomo è divenuto tale quando è stato capace di raggiungere il mondo dello spirito,apprezzare la bellezza; nel momento in cui ha saputo distinguere il vero dal falso; di immaginare cose fuori dalla realtà. Quando guardandosi intorno ha elaborato il pensiero in relazione alle sue osservazioni ed ha compreso le cose, trovato le risposte ai suoi perché.Quindi la storia della nostra evoluzione è la storia della civiltà.William Prescott affermò che un intero popolo può sparire ma la storia della scienza che ha fatto sua resterà per sempre.I monumenti sparsi nel mondo ne sono la splendida testimonianza.Chi non è rimasto stupito davanti alle piramidi e non si è chiesto chi le abbia erette, come e perché?Chi non ha cercato negli occhi della Sfinge la risposta al quesito della sua esistenza?E splendide testimonianze lo sono anche gli antichi documenti salvati dai tanti incendi che hanno distrutto numerose biblioteche nel passato, nei quali è impresso il grande sapere dell’uomo di un tempo.
Quarant’anni fa gli scienziati non ammettevano l’esistenza di civiltà avanzate ed erudite che avevano vissuto per oltre 4.000 anni nell’America Centrale. 
L’Iliade e l’Odissea sono stati creduti frutti della fantasia di un antico scrittore fino a quando Schliemann non riportò alla luce le rovine di Troia. Nessuno storico immaginava che Creta, 4500 anni fa, fosse stata la culla di una fiorente cultura finché gli scavi di Evans lo accertarono.Lo "zero" fu introdotto dall’India e fino all’epoca di Cartesio non era ancora conosciuto nell’Europa occidentale il concetto di milione, mentre in India, Mesopotamia (l’odierno Iraq) ed Egitto veniva usato un preciso segno per indicare tale cifra.In Europa all’inizio del '600 non si usavano le posate ma le dita,non vi erano impianti igienici, di distribuzione di acqua corrente, reti fognarie per l’eliminazione delle acque luride, piscine e bagni pubblici, tanto meno quelli privati. A Mohenjo Daro, in Pakistan, nel 2500 a.C,ogni palazzo cittadino ne era provvisto.Il significato storico e geografico della città mesopotamica di Ur, menzionata nella Bibbia come la città natale di Abramo, venne compreso solo dopo che fu riportata alla luce da Sir Wolley.Le spighe di grano fra le braccia di Demetra ci hanno indicato quando il frumento fu introdotto in Grecia.Quante le antiche culture in possesso di conoscenze avanzate rispetto all’Europa del '600?Il passato ha sempre costituito un faro nel cammino verso il futuro.La tecnologia a nostra disposizione oggi deriva da antiche conoscenze che l’uomo ha ritrovato.Possiamo affermare che il volo, l’elettricità, l’energia nucleare, quella sonica, e chissà quali altre tecnologie erano note in un tempo remoto; tecnologie che ancora non abbiamo riscoperto.Conoscenze che possiamo benissimo ritrovare e comprendere se smettiamo di nascondere sempre la verità e indaghiamo seriamente sul nostro passato, fra le antiche carte dove sono riportate storie, miti e leggende di civiltà perdute; senza perderci nelle esose e complicate dissertazioni.


tratto da http://altragenesi.blogspot.it 

sabato 14 ottobre 2017

Prima tavoletta Sumera




LA PRIMA TAVOLETTA SUMERA E LE DINASTIE DI NIBIRU



Prima dei tempi antecedenti ci fu l’inizio, e dopo i tempi antecedenti ci furono i tempi antichi. 
Nei tempi antichi gli dei scesero sulla Terra e crearono i terrestri.
Nei tempi antecedenti nessun dio era sulla terra e i terrestri non erano ancora stati creati.
Nei tempi antecedenti la dimora degli dei era sul loro pianeta, il cui nome è Nibiru.
Grande pianeta dalla radianza rossastra, Nibiru compie una rivoluzione allungata attorno al Sole.
Per un periodo Nibiru è avvolto dal freddo, per parte della sua rivoluzione è fortemente riscaldato dal Sole. Una densa atmosfera circonda Nibiru, alimentata costantemente da eruzioni vulcaniche.
Quest’atmosfera sostenta ogni forma di vita, senza di essa vi sarebbe solo morte! Nel periodo freddo mantiene il calore di Nibiru intorno al pianeta, come un caldo involucro che viene rinnovato di continuo. Nel periodo caldo protegge Nibiru dai raggi cocenti del Sole. Nel periodo intermedio rilascia e trattiene le piogge, dando origine a laghi e fiumi. La nostra atmosfera nutre e protegge una rigogliosa vegetazione e fa germogliare ogni forma di vita nelle acque e sulla terra. Dopo eoni di tempo la nostra specie generò un seme eterno dalla nostra essenza per procreare. Man mano che aumentavano di numero, i nostriantenati si sparpagliavano su molte regioni di Nibiru. Alcuni coltivavano la terra, altri conducevano al pascolo creature a quattro zampe. Alcuni vivano sulle montagne, altri costruirono le loro case nelle valli. Ci fù rivalità, si verificarono usurpazioni; ci furono scontri, i bastoni divennero armi. I clan si riunirono in tribù, poi due grandi nazioni si fronteggiarono. La nazione del nord levò le armi contro la nazione del sud. Ciò che prima veniva tenuto in mano fu trasformato in missili appuntiti, armi di tuono e fulgore aumentarono il terrore. Una guerra lunga e violenta avvolse il pianeta, il fratello si scagliò contro il fratello. Ci furono morte e distruzione sia a nord che a sud.Per molte rivoluzioni orbitali la desolazione regnò nel paese; tutta la vita si era ridotta.Poi fu dichiarata una tregua e furono condotte le trattative di pace.
“Uniamo le nazioni”, si dissero gli emissari.“Facciamo in modo che ci sia un trono su Nibiru e un re regni su tutto il pianeta. Che un capo proveniente da nord o da sud sia scelto a sorte per essere il re supremo. Se sarà del nord, che la sua sposa sia una femmina del sud e gli regni accanto come regina sua pari. Se verrà scelto a sorte un maschio del sud, che una femmina del nord sia la sua sposa. Siano marito e moglie, e diventino una sola carne. Che il loro figli primogenito sia il successore, e si formi così una dinastia unificata, in modo da stabilire per sempre l’unità su Nibiru!”.In mezzo alle rovine si diede inizio alla pace. Nord e sud furono uniti tramite un matrimonio. Il trono reale fu unito in una sola carne, una linea di sovranità ininterrotta fu stabilita. Fu proclamato il primo re dopo la pace, era un guerriero del nord, un potente comandante. Fu scelto a sorte, in modo sincero e leale, i suoi
decreti vennero accettati in concordia. Costruì una splendida città in cui risiedere: Agade, che significa unità, era il suo nome. Per il suo regno gli fu concesso un titolo regale: An, che significa Colui che è celeste. Con rigore stabilì l’ordine nelle terre, decretò leggi e regole. Nominò
governatori per ogni terra, il cui compito principale furono larestaurazione e il risanamento. Negli annali reali di lui fu scritto: An unificò le terre e ristabilì la pace su Nibiru. Costruì una nuova città,
riparò i canali, procurò cibo al popolo, nelle terre ci fù abbondanza. Il sud aveva scelto una fanciulla come sua sposa, famosa per le sue doti amorose e guerresche. An.Tu era il suo titolo reale, la comandante che è la sposa di An, questo era il significato del nome che con intelligenza le
era stato dato. Diede ad An tre figli maschi e nessuna femmina. Chiamò il primogenito An.Ki, che significa il solido fondamento di An. Egli fu posto sul trono da solo, la scelta di una sposa fu rimandata due volte. Durante il suo regno vennero portate delle concubine a palazzo,
ma nessuna gli diede un figlio. La dinastia così iniziata fu quindi interrotta dalla morte di An.ki, che non aveva discendenti. Il figlio di mezzo, pur non essendo il primogenito, fu nominato erede
legittimo. Fin da piccolo, uno dei tre fratelli era affettuosamente chiamato Ib dalla madre. Il suo nome significa Colui che sta nel mezzo.Negli annali reali è chiamato An.Ib: celeste nella sovranità; per
generazioni il nome significò Colui che è figlio di An. Succedette a suo padre An sul trono di Nibiru e fu il terzo a regnare. Scelse come sposa la figlia di suo fratello minore, che fu chiamata Nin.Ib, la signora di Ib. Nin.Ib diede un figlio maschio ad An.Ib, che fu il successore al trono,
il quarto della serie dei re. Desiderò essere conosciuto con il nome reale di An.Shar.Gal, che significa il Principe di An che è il più grande fra i principi. La sua sposa, una sorellastra, fu ugualmente chiamata Ki.Shar.Gal.




Conoscenza e comprensione erano la sua massima ambizione, si dedicò con costanza allo studio delle vie dei cieli. Studiò la grande rivoluzione orbitale di Nibiru e ne fissò la lunghezza in
shar. La misura corrispondeva a un anno di Nibiru, in base a cui contare e
registrare i regni.Divise lo shar in dieci parti e proclamò due festività. Quando il pianeta era più vicino al Sole, veniva celebrata la festa del Caldo. Quando Nibiru si trovava nella sua dimora lontana, veniva decretata la festa del freddo.
In sostituzione di tutte le antiche festività di tribù e nazioni, queste due feste vennero stabilite per unificare il popolo. Egli stabilì per decreto leggi relative a moglie e marito, figli e figlie. Proclamò per l’intero territorio le usanze delle prime tribù. A causa delle guerre le femmine erano di gran lunga più numerose dei maschi.Egli stabilì che un maschio potesse conoscere più di una femmina. Per legge si doveva scegliere una moglie come sposa ufficiale, che veniva chiamata la prima moglie.
Per legge il figlio primogenito era il successore di suo padre. Ben presto queste leggi generarono confusione: se il primogenito non era figlio della prima moglie, e poi quest’ultima dava alla luce un figlio,che per legge era l’erede legittimo, chi sarebbe stato il successore? Quello nato per primo in base al calcolo degli shar o il figlio della prima moglie? Il figlio primogenito? L’erede legittimo? Chi avrebbe ereditato? Chi sarebbe stato il successore? Nel regno di Anshargal, Kishargal, una sorellastra del re, fu dichiarata prima moglie. Nel regno di Anshargal, di nuovo le concubine furono
portate a palazzo. Le concubine diedero alla luce figli e figlie del re. Il figlio di una concubina fu il primo a venire al mondo; fu il primogenito. Poi anche Kishargal partorì un figlio maschio, che era l’erede legittimo, ma non era il primogenito. Nel palazzo Kishargal alzò la voce, urlando incollerita: “Se le regole decretano che mio figlio, nato da una prima moglie, debba essere escluso dalla successione, non sia trascurata la legge del doppio seme! Seppur nati da madri diverse, il re e io siamo discendenti dello stesso padre. Io sono la sorellastra del re, il re è il mio fratellastro. Perciò mio foglio possiede il doppio seme di nostro padre Anib! Che d’ora in poi prevalga la legge del seme sulla legge del matrimonio! Che d’ora in avanti il figlio di una sorellastra, in qualsiasi momento sia nato, abbia diritto alla successione prima di tutti gli altri figli”.Anshargal, dopo attenta valutazione , accolse favorevolmente la legge del seme: in tal modo si sarebbe evitata la confusione fra sposa e
concubine, fra matrimonio e divorzio. Nel loro consesso, i consiglieri reali adottarono la legge del seme per la successione. Su ordine del re, gli scribi registrarono il decreto. Così il re successivo fu proclamato in base alla legge del seme. A lui fu dato il nome An.Shar. Fu il quinto sovrano del trono.
Ora questo è il racconto del regno di Anshar e dei re che gli succedettero. Quando la legge fu cambiata, gli altri principi furono in disaccordo. Ci furono discussioni, ma non ci fu ribellione.
Anshar scelse come sposa una sorellastra. Fece di lei la prima moglie, e fu chiamata Ki.Shar. Così la dinastia continuò secondo questa legge. Nel regno di Anshar diminuirono i raccolti dei campi, frutti e cereali divennero meno abbondanti. Di rivoluzione in rivoluzione, avvicinandosi al Sole il calore si faceva più intenso, nella dimora lontana il freddo era più pungente.. Ad Agade, la città del trono, il re convocò i saggi dotati di grande comprensione. Istruiti, sapienti, dotati di grande conoscenza, furono
incaricati di investigare. Esaminarono il territorio e il suolo,controllarono i laghi e i fiumi.
“E’ già successo in passato”, risposero alcuni.“In passato Nibiru è diventato più freddo o più caldo. E’ un destino, racchiuso nella rivoluzione orbitale di Nibiru!” Altri saggi, osservando la rivoluzione del pianeta, disdegnarono di attribuire la responsabilità al destino di Nibiru.“Nell’atmosfera si è prodotto uno squarcio”, fu la conclusione a cui giunsero. I vulcani, antenati dell’atmosfera, eruttavano con minore intensità! L’aria di Nibiru si era rarefatta, lo scudo protettivo si era assottigliato! Nel regno di Anshar e Kishar comparvero le pestilenze nei campi, il duro lavoro non riusciva a sconfiggerle. Poi salì al trono il loro figlio En.Shar, il sesto della dinastia. Il suo nome
significava Signore dello shar.Fin dalla nascita possedeva una grande comprensione, grazie a uno
studio intenso acquisì vaste conoscenze. Cercò di porre rimedio alle sventure e studiò approfonditamente la rivoluzione celeste di Nibiru. Nel suo ciclo comprendeva cinque membri della famiglia del Sole, pianeti di abbagliante bellezza. Fece esaminare le loro atmosfere per scoprire come rimediare alle loro sciagure. A ognuno diede un nome, rendendo onore agli avi ancestrali, e li considerò come coppie celesti. I primi due a essere incontrati, i pianeti gemelli, li chiamò An e Antu.
Oltre il circuito di Nibiru c’erano Anshar e Kishar, i più grandi per dimensioni. Gaga seguiva il proprio corso fra gli altri come un messaggero, e talvolta era il primo a incontrare Nibiru. Cinque in tutto erano i corpi celesti che salutavano Nibiru mentre ruotava intorno al sole.Al di là, come un confine, il Bracciale martellato circondava il Sole, come un guardiano della regione proibita del cielo lo proteggeva con devastazione. Altri figli del Sole, quattro di numero, proteggevano il Bracciale dalle intrusioni. Enshar si mise a studiare le atmosfere dei cinque corpi celesti. Furono attentamente esaminati i cinque nel ciclo di Nibiru, nel ripetersi della sua rivoluzione. Tramite osservazioni furono verificate le loro atmosfere e con carri celesti li si esaminò accuratamente. I risultati furono sorprendenti, le scoperte sconcertanti.Di rivoluzione in rivoluzione, l’atmosfera di Nibiru si squarciava sempre di più.Nei consigli dei sapienti si discuteva con foga sulle cure; si prendevano in considerazione con urgenza i metodi per fasciare la ferita. Si tentò di creare un nuovo scudo che avvolgesse il pianeta; tutto ciò che veniva innalzato ricadeva a terra. Nei consigli dei sapienti furono studiate le eruzioni dei vulcani. Poichè l’atmosfera era stata creata dalle eruzioni
vulcaniche, la sua ferita doveva essere causata dalla loro diminuzione. “S’inventi qualcosa per incoraggiare nuove eruzioni! Che i vulcani riprendano a eruttare!”, esclamava un gruppo di sapienti.
Ma nessuno sapeva dire al re come realizzare quell’impresa, con quali strumenti ottenere un aumento delle eruzioni.Nel regni di Enshar lo squarcio nei cieli divenne più grande. Le piogge
furono trattenute, i venti soffiarono con più intensità, dalle profondità non scaturirono le sorgenti. C’era una maledizione nelle terre, i seni delle madri erano inariditi. A palazzo regnava l’angoscia, una maledizione se n’era andata impadronita. Enshar aveva preso come prima moglie una sorellastra, rispettando la legge del seme. Nin.Shar era il suo nome, la signora degli shar. Non diede un figlio maschio al re. Il re ebbe un figlio maschio da una concubina, quello fu il suo primogenito. Da Ninshar, prima moglie e sorellastra, non ebbe un figlio maschio.
Per la legge di successione, il figlio della concubina ascese al trono; fu lui il settimo a regnare. Du.Uru era il suo nome reale, che significa Creato nel luogo di residenza. In realtà era stato concepito nella casa delle concubine, non a palazzo. Duuru scelse come sposa una fanciulla che amava fin da quando era giovane; la prima moglie fu scelta per amore, e non in base al seme. Da.Uru era il suo nome reale, che significa Colei che è al mio fianco. A corte imperversava la confusione. I figli non erano eredi, le mogli non erano sorellastre. Nel paese cresceva la sofferenza. I campi avevano dimenticato la loro abbondanza, fra il popolo la fertilità si era ridotta. A palazzo la fertilità era assente, non nascevano nè figli nè figlie. Sette furono i sovrani del seme di An, poi il trono fu privo del suo seme. Dauru trovò un bambino sul cancello del palazzo e lo accolse come figlio. Infine Duuru lo adottò nominandolo erede legittimo; il bambino fu chiamato Lahma, che significa aridità. A
palazzo i principi mugugnavano; nell’assemblea dei consiglieri c’erano lamentele.
Infine Lahma ascese al trono. Pur non essendo del seme di An, fu l’ottavo sovrano. Nei consigli dei saggi c’erano due suggerimenti su come sanare lo squarcio. Uno diceva di usare un metallo chiamato oro che su Nibiru era estremamente scarso ma che abbondava nel Bracciale Martellato. Era l’unica sostanza da cui si poteva ottenere una polvere finissima: lanciata in alto nel cielo, rimaneva sospesa. Così, con i riempimenti, avrebbe sanato lo squarcio e migliorato la protezione. Si costruiscano barche celesti, che una flotta celeste procuri l’oro a Nibiru!
Si creino Armi del Terrore, fu l’altro suggerimento, armi che scuotano il suolo e frantumino le  montagne; con missili per attaccare i vulcani, scuoterli dal loro sonno, incrementare la loro attività, riempire l’atmosfera e far sparire lo squarcio! L ahma era troppo debole per prendere una decisione, non sapeva quale scelta fare. Nibiru completò una rivoluzione, continuò a contare due shar. Nei campi la sventura non diminuiva. L’atmosfera non veniva riparata dalle eruzioni vulcaniche. Passò un terzo shar, un quarto ne fu contato. L’oro non fu ottenuto. Nel territorio i conflitti abbondavano, non così l’acqua e il cibo. L’unità era scomparsa, le accuse abbondavano. A corte i  sapienti andavano e venivano, i consiglieri si affrettavano dentro e fuori. Il re non prestava attenzione alle loro parole. Cercava consiglio solo presso la sua sposa, il cui nome era Lahama. “Se destino dev’essere, imploriamo il grande Creatore di tutto”, gli disse lei.
“E’ dalle invocazioni, e non dalle azioni, che ci viene l’unica speranza!”. A corte i principi erano in agitazione, accuse venivano rivolte al re: “Insensatamente, senza ragionare, ha prodotto calamità ancora più grandi invece di trovare rimedio!”. Dagli antichi depositi furono recuperate le armi, si parlava molto di ribellione. Un principe nel palazzo reale fu il primo a brandire le armi. Con promesse mobilitò gli altri principi, Alalu era il suo nome.“Che Alalu non sia più re!”, gridava. “Che la decisione prenda il posto dell’esitazione! Venite, attacchiamo il re nella sua dimora, facciamogli abbandonare il trono!”. I principi prestarono ascolto alle sue parole e accorsero al cancello del
palazzo. Nella sala del trono, il cui accesso era vietato irruppero come acque impetuose. Il re fuggì sulla torre del palazzo, inseguito da Alalu. Nella torre vi fu un combattimento, Lahma cadde a terra morto. “Lahma non c’è più!” grido Alalu. “Il re non c’è più “, proclamò esultante. Alalu si precipitò nella sala del trono e vi si insediò. Senza diritto e senza che si riunisse il consiglio, si proclamò re. Nel territorio l’unità era perduta, alcuni si rallegrarono per la morte di Lahma, altri provarono tristezza per l’azione di Alalu.Ora questo è il racconto della sovranità di Alalu e del suo viaggio sulla
Terra. Nel territorio l’unità era andata perduta, molti erano addolorati per la sovranità. Nel palazzo i principi erano agitati, i consiglieri nell’assemblea erano sconvolti. Da An in poi la successione al trono era tramandata di padre in figlio. Perfino Lahma, l’ottavo sovrano, era stato proclamato
mediante adozione. Chi era Alalu? Era un erede legittimo? Era un primogenito? Con che diritto aveva usurpato il trono? Non era l’uccisore di un re? Alalu fu convocato davanti ai Sette che giudicano per decidere la sua sorte. Davanti ai Sette, Alalu sciorinò la propria difesa: pur non essendo un erede legittimo nè un figlio primogenito, era comunque di seme reale. “Da Anshargal discendo”, dichiarò davanti ai giudici. “Da una concubina gli nacque il mio antenato, il cui nome era Alam. Dal calcolo degli star Alam era il primogenito, il trono spettava a lui. Fu a causa di una cospirazione della regina che i suoi diritti vennero annullati. Dal nulla creò una legge del seme, ottenendo la sovranità per
suo figlio. Per discendenza io sono la continuazione delle generazioni di Alam, il seme di Anshargal è in me!”. I Sette che giudicano prestarono ascolto alle parole di Alalu.All’assemblea dei consiglieri sottoposero la questione, affinchè si accertassero se diceva il vero o il falso. Furono portati gli annali reali dalla Casa degli archivi e vennero letti scrupolosamente. An e Antu furono la prima coppia reale; misero al mondo tre figli maschi e nessuna femmina. Il primogenito era Anki, che morì sul trono senza discendenza. Al suo posto salì al trono il figlio di mezzo, Anib era il suo nome. Anshargal fu il suo primogenito: la legge di successione fu soppiantata dalla legge del seme. Il figlio di una concubina era il primogenito, la legge del seme lo privò della sovranità. La sovranità fu
invece concessa al figlio di Kishargal, in virtù del suo essere la sorellastra del re. Negli annali non c’era menzione del figlio della concubina, il primogenito. “Da lui discendo!”, urlò ai consiglieri Alalu. “Per la legge di successione la sovranità spettava a lui; per la legge di successione ora ho diritto alla sovranità!”.
Con esitazione, i consiglieri di Alalu gli chiesero di giurare di aver detto la verità. Alalu pronunciò il giuramento di vita o morte, il consiglio lo riconobbe come re. Convocarono gli anziani, convocarono i principi, al loro cospetto fu annunciata la decisione. Dal gruppo dei principi se ne fece avanti uno giovane, desiderava pronunciare alcune parole riguardo alla sovranità. “La successione, dev’essere riconsiderata”, disse all’assemblea. “Pur non essendo un primogenito e neppure figlio di una regina,
discendo da puro seme. In me si è preservata l’essenza di An, non diluita da una concubina!”.
I consiglieri ascoltarono con stupore quelle parole e invitarono il giovane principe ad avvicinarsi. Gli domandarono quale fosse il suo nome. “Mi chiamo Anu, dal nome del mio antenato An”.
Poi lo interrogarono sui suoi antenati ed egli rammentò loro i tre figli di An: Anki era il primogenito, morto senza aver generato ne un figlio ne una figlia; Anib era il figlio di mezzo che ascese al trono al posto di Anki. Prese in moglie la figlia di suo fratello minore, da loro in poi la successione è registrata negli annali. Chi era quel fratello minore, figlio di An e Antu, uno del seme più puro? I
consiglieri si guardarono stupiti. “Enuru era il suo nome!”, dichiarà Anu. “Fu lui il mio grande avo! La sua sposa Ninuru era una sorellastra, suo figlio era un primogenito, il suo nome era Enama. Sua moglie era una sorellastra che gli diede un figlio secondo la legge del seme e quella della successione. Le generazioni di puro lignaggio continuarono perfette in base alla legge del seme. I miei genitori mi chiamarono Anu, dal nome del nostro avo. Fummo privati del trono, ma non del puroseme di An!”.
“Che Anu sia re!”, gridarono molti consiglieri.
“Che Alalu venga deposto!”.Altri consigliarono cautela: “Si eviti il conflitto, prevalga l’unità!”.
Convocarono Alalu per comunicargli le nuove scoperte. Alalu offrì il suo
braccio al principe Anu e gli disse:“Anche se da rami diversi, discendiamo entrambi dallo stesso antenato. Viviamo in pace e insieme riportiamo Nibiru all’abbondanza! A me resti il trono e a te la successione!”. Al consiglio rivolse queste parole: “Che Anu sia il principe della corona, il mio successore! Che suo figlio sposi mia figlia, e la successione sia unita!”. Anu s’inchinò davanti al consiglio e dichiarò all’assemblea: “Sarò il coppiere di Alalu, il suo successore in pectore, uno dei miei figli sceglierà come moglie una delle sue figlie”. Quella fu la decisione del consiglio e venne registrata negli annali reali. In quel modo Alalu rimase sul trono. Convocò i saggi, consultò sapienti
e comandanti; acquisì molte conoscenze per poter prendere decisioni. Stabilì di costruire barche celesti per andare in cerca dell’oro nel Bracciale martellato. Le barche si schiantarono contro il Bracciale martellato e nessuna fece ritorno. “Con armi del terrore siano aperte le viscere di Nibiru, che i vulcani riprendano a eruttare!”, ordinò allora. Carri volanti furono armati con Armi del terrore, dai cieli i vulcani furono colpiti con missili del terrore. Le montagne ondeggiarono, le valli
fremettero quando grandi bagliori esplosero con rombi di tuono. Nel territorio ci fu grand esultanza; sorsero aspettative di abbondanza. A palazzo, Anu era il coppiere di Alalu. S’inchinava ai suoi piedi, gli porgeva la coppa. Alalu era il re, Anu era trattato come un servo. Nel territorio il giubilo calò le piogge furono trattenute, i venti soffiarono più forte. L’eruzione dei vulcani non aumentò, lo squarcio nell’atmosfera non fu sanato. Nei cieli Nibiru continuò a compiere le sue rivoluzioni, e
di volta in volta il caldo e il freddo diventavano sempre più insopportabili. Il popolo di Nibiru smise di venerare il suo re: invece di sollievo aveva causato sofferenza. Alalu rimase sul trono. Il forte e saggio Anu, primo fra i principi, stava in piedi davanti a lui. S’inchinava ai suoi piedi, gli porgeva la coppa. Per nove periodi contati Alalu fu re di Nibiru. Nel nono shar Anu diede battaglia ad Alalu.
Lo sfidò a un combattimento corpo a corpo, entrambi nudi. “Che il vincitore sia re!”, disse Anu.
Lottarono avvinghiati nella pubblica piazza; gli stipiti tremavano e le pareti vibravano.
Alalu si piegò sulle ginocchia, cadde a terra battendo il petto. Alalu fu sconfitto nel combattimento, Anu fu acclamato re e fu scortato a palazzo, Alalu non vi fece ritorno. Fuggì di nascosto dalla folla, temeva di finirecome Lahama. All’insaputa degli altri, si diresse rapidamente al luogodei carri celesti. Alalu salì su un carro lanciamissili e chiuse il portello dietro di se. Entrò nella camera anteriore e prese posto sul sedile del comandante. Azionò “ciò che mostra il cammino”, riempiendo la camera
con la sua aura bluastra. Attivò le pietre di fuoco, il cui ronzio era incantevole come una musica. Accese il grande propulsore del carro, che proiettò un bagliore rossastro. All’insaputa di tutti Alalu fuggì da Nibiru nella barca celeste. Diresse la sua rotta verso la terra imbiancata dalla neve; scelse la sua destinazione a causa di un segreto risalente agli inizi.


Tratto da www.universo7p.it

giovedì 1 settembre 2016




Sulle tracce degli Annunaki






Abzu la terra perduta dell’oro
Volendo approfondire meglio alcuni aspetti che emergono dal libro perduto di Enki e cercando possibili riscontri cartografici, come spesso capita nel ricercare, gli elementi si allineano come perle di una collana, forse coincidenze o forse no, sta di fatto che i diversi frammenti sembrano combaciare ed incastrarsi perfettamente o quasi.
Detto questo e pur tenendo presente le opportune cautele, ciò che emergerebbe sembra essere la conferma o quantomeno qualcosa di estremamente assonante con quello che libro riporta; essendomi formato un preciso identikit della mentalità annunaka e sopratutto di Enki, sono convinto che molte cose da lui espresse, siano manipolatorie, fuorvianti e tese a depistare, dopo tutto è sempre un annunako e come per chiunque vale il principio che se si ha un vantaggio, occorre mantenerlo il più possibile ed il modo migliore per farlo resta sempre quello di nascondere la verità in bella vista, distorcendola, tra cose false e verosimili.
Forse è presuntuoso  voler evidenziare le tante incoerenze che emergono dal libro e ancor più il voler trovare dei riscontri reali, in ogni caso seguo sempre l’imperativo del pormi e porre le giuste domande, perché è sempre il primo passo che poi determina la direzione del viaggio, in ogni caso apparentemente il passaggio precedente può sembrare contraddittorio, lo riconosco, ma trovare riscontri o non trovarne è comunque in modo per “misurarne l’attendibilità”; con ciò intendo dire che il libro sia al 100% attendibile o inattendibile, ma piuttosto comprendere il perché e le ragioni di questo libro, il senso, ma sopratutto cosa il libro stesso nasconde in bella vista.
Dopo questa introduzione, probabilmente nebulosa , veniamo al sodo; riporto qui lo stralcio di quanto pubblicato da un collega blogher che mi ha permesso di fare delle riflessioni e al contempo mettere in relazione alcune possibili evidenze:
… “Abzu in lingua sumera letteralmente significa acqua lontana, ab sta per acqua e zu viene tradotto con lontana o profonda, moli esperti hanno interpretato il significato come il luogo delle sorgenti delle acque dolci che mantengono la vita; ma è realmente questo il senso ed il vero significato di Abzu?” …
… “Nell’inno ad Enlil, si legge “Abzu, che nessuno può comprendere. È interno ad un mare lontano, che il confine del Cielo non                                                                                comprende
”… 
Tenendo presente lo “stile barocco” del testo sumero e gli arzigogoli lessicali occorsi per tradurre Eridu in Casa Lontana, possiamo invece pensare che in un linguaggio più scorrevole e logico, Eridu significasse avamposto? Se non altro per una maggiore coerenza?
Quindi applicando (arbitrariamente) questo “metodo” a quanto nello stralcio, possiamo 
invece presupporre che abzu significhi luogo sommerso e in un contesto “moderno” base sottomarina? Di conseguenza “Abzu, che nessuno può comprendere. È interno ad un mare lontano, che il confine del Cielo non comprendere” può essere letto come “Abzu, che nessuno può vedere. È sul fondo di un mare lontano invisibile persino dall’orbita”?
Da questi due passaggi emerge, senza possibilità di fraintendimento che in realtà l’Abzu sia un luogo o una zona sul fondale di un mare lontano; ulteriormente, l’immagine precedente mostra Enki sul suo trono letteralmente sommerso dalle acque come in una bolla.
Come sarebbe possibile pensare che la raffigurazione non sia relativa alla rappresentazione di una base o una struttura sottomarina?
E’ più che evidente il suo significato, per altro ne verrebbe persino rappresentato il dispositivo costituito da una colonna sorretta da un omino; un altro elemento che concorre a questa ipotesi è la sovente raffigurazione di esseri vestiti da pesce che emergono dalle acquee, una allegoria a qualcosa di analogo ad una muta subacquea?
Certamente per una civiltà aliena che forse proveniva o proviene da un sistema stellare lontano, installare una base sottomarina è relativamente cosa relativamente facile considerando che avrebbero vissuto per molto tempo nello spazio profondo, quindi una tecnologia a loro portata e di comune impiego; non è forse uso per le agenzie spaziali utilizzare enormi piscine per simulare l’ambiente spaziale?
Da quanto detto fino ad ora, mi sovviene fare un’altra delle mie relazioni, se effettivamente gli Annunaki hanno insediato una base sul fondale marino, è possibile che dispongano della medesima tecnologia che i W56 del caso amicizia hanno illustrato ai loro referenti terrestri?
Per chi non fosse al corrente di questa vicenda tutta italiana, ne faccio una estrema sintesi, negli anni 50 alcune persone vennero contattate da extraterrestri per una ancor non ben definita relation-ship, comunque, tra le varie cose, questi esseri, asserirono di avere una base sotterranea sul territorio italiano spiegando che avevano un dispositivo capace di creare una sorta di “bolla stabile” nel sottosuolo delle dimensioni e ad una profondità che più erano confacenti alla missione; ora se tale dispositivo permette di creare una bolla nel sottosuolo, questo funzionerebbe egregiamente anche nell’acqua, anzi sicuramente funzionerebbe meglio visto che la consistenza dell’acqua è minore di terra e roccia, quindi.
Comunque, seguendo quanto il libro riporta, l’Abzu sarebbe localizzato a sud del pianeta, e precisamente in quella che sarebbe la punta estrema del continente africano, ma, come ho ipotizzato, considerando l’epoca in cui gli Annunaki scesero sulla Terra, all’epoca Africa e continente sudamericano erano pressoché uniti, quindi l’area, attualmente, dovrebbe trovarsi tra le due punte estreme dei due continenti e quello antartico, ma considerando la deriva dei continenti, si troverebbe “all’incirca meno quasi” e facendo una media, ad una longitudine compresa tra l’oceano Pacifico meridionale e l’oceano Indiano ad una latitudine compresa tra la punta estrema dell’Africa e quella dell’Antartico.
Ma c’è un però, tenendo per buone le indicazioni del libro, non potrebbe essere sfuggito un particolare che potrebbe, magari involontariamente depistarci?
E’ noto, almeno stando alla scienza ufficiale che il campo magnetico terrestre ciclicamente ha una inversione, quindi è possibile che quando gli Annunaki o meglio Enki si riferisce, anche in merito alla vicenda del diluvio universale al sud del pianeta si riferisca in realtà a quello che attualmente è il polo nord? Per altro c’è da osservare che stando alla conformazione delle terre emerse all’epoca presunta delle vicende in questione l’Antartide non era ancora localizzato la dove è ora, certo resta il particolare che nella descrizione parla di una terra a forma di cuore, ma anche qui, questa descrizione è valida per un epoca in cui la deriva dei continenti ha già separato i super continenti Gondwana e Laurasia, quindi i continenti che assomigliano o richiamano la forma del cuore sono Africa, Sud America, India e Groenlandia.
Seguendo l’indizio del “cuore” mi sono messo a spulciare Google Map, cercando sui fondali qualche elemento di conferma; come ho più volte ribadito, a me piace ribaltare le prospettive, se non altro per vedere le cose da un’altra angolazione cercando di esaltare luci, ombre e contorni.
Memore di due precedenti interventi che coinvolgevano l’area della Groenlandia, 
ho cominciato a “pattugliare il fondale dell’oceano artico tramite Google; ribadisco ulteriormente che per avere la certezza di quello che si osserva, occorrono verifiche sul campo, detto questo, restano valide le ipotesi che quanto si osserva da Google Map o Google Earth possano essere manipolazioni intenzionali da parte di qualcuno.
Detto questo e volendo considerare veritiero quanto si osserva, ma sopratutto volendo ritenere che chi offre questo tipo di servizio, non voglia passare per turlupinatore, magari per una mera questione di visibilità o a scopo pubblicitario oppure commerciale e che abbia interesse a tutelare la propria immagine e i propri utenti.
Dunque tenendo valido ciò che si osserva, è possibile che l’Abzu descritto nel libro perduto di Enki si trovi nell’oceano artico?
È questa l’ulteriore prova che Enki forse in modo giullaresco celi la verità con mezze verità ed analogamente alla rivelazione sul diluvio fatta alla capanna di canne si prenda gioco anche dei suoi simili?
L‘area in questione è localizzata a circa 1.300 chilometri ad ovest di quella che è l’area in cui è stata individuata una presunta centrale idroelettrica e quella che sembrerebbe essere una astronave madre (magari proprio quella che Anu regalò a Inanna).
Le tre immagini seguenti, catturate da Google Map, mostrano l’area in questione.
Fonte Google Map
Fonte Google Map
Fonte Google Map
Fonte Google Map
Fonte Google Map
Fonte Google Map
Fonte Google Map
Fonte Google Map
Fonte Google Map
Fonte Google Map
Fonte Google Map
Fonte Google Map
Già da quanto si può osservare dalle ultime tre immagini, la cosa è decisamente sorprendente, i contorni di quello che sembra essere un insediamento la cui estensione è ± di 350.000 chilometri quadrati; tanto per intenderci e dare una razionalità al dato, un’area superiore di un sesto all’intera superficie dell’Italia che è di circa 301.000 chilometri quadrati.
La cosa interessante ed allo stesso tempo curiosa è che queste strutture abbiano una dimensione analoga a quella della presunta centrale idroelettrica citata in precedenza.
Le seguenti immagini, mostrano le diverse aree bordate di giallo, nonostante la scarsa qualità ottenibile da Google e il tentativo di ottimizzarle esaltando contorni e dettagli è difficile non associare le forme a quelle di strutture artificiali e più precisamente ai contorni di veri e propri edifici; riallacciandomi a quanto detto nell’intervento relativo all’isola di Creta, sui dati batti-metrici, su eventuali errori nel rilevamento e nella produzione delle immagini, l’ipotesi è da scartare a prescindere, in questo caso, le possibilità sono soltanto due, o ciò che si vede è ciò che si vede, oppure quanto si osserva è una palese falsificazione delle cartografie, indipendentemente che queste siano rese disponibili a scopo ludico o didattico.
Lascio a voi considerazioni e conclusioni; terminando questo intervento e dopo quanto esposto, è possibile presupporre che quella che idealmente potrebbe essere una centrale idroelettrica, in realtà sia l’impianto di lavorazione dell’oro degli Annunaki?
Tenendo presente che i fenomeni ed avvistamenti ufo ed uso, pare siano nettamente più numerosi, possiamo ritenere che di fatto le attività annunake sulla Terra non sono soltanto relegate ala storia passata ma che continuano indisturbate tutt’oggi?
Come ho detto, se quello che si osserva è realmente ciò che sembra essere, bhé occorre fare una profonda rivalutazione non solo della storia ma del contesto in cui l’umanità si inserisce in questo quadro d’insieme.
elaborazione immagine by Phoo34
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