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sabato 14 ottobre 2017



MA CHI ERANO I NEPHILIM?

Ma chi erano i Nephilim? Nefilim, Annunaki, Vigilanti, Jedi; quattro diversi nomi, per indicare la medesima razza a cui è attribuita l’origine della nostra e di cui perfino la bibbia parla. Nella bibbia il loro nome è figli di Dio, e dai rapporti con donne umane si sarebbe generata una nuova razza, quella dei giganti. Ma andando con ordine cerchiamo di capire un po’ di più chi erano in realtà questi Nefilim, come i testi antichi ci hanno tramandato la loro civiltà e quale ruolo hanno avuto nello sviluppo della nostra. Nella Bibbia (Gn 6,1-4) così si legge: Quando gli uomini cominciarono a moltiplicarsi sopra la faccia della terra e nacquero loro delle figliole, avvenne che i figli di Dio videro che le figliole degli uomini erano piacevoli e se ne presero per mogli tra tutte quelle che più loro piacquero. Allora il Signore disse: “il mio spirito non durerà per sempre nell’uomo, perché egli non è che carne, e i suoi giorni saranno di centovent’anni”. C’erano i giganti sulla terra a quei tempi, e anche dopo, quando i figli di Dio s’accostarono alle figliole dell’uomo e queste partorirono loro dei figli. Sono questi i famosi eroi dell’antichità.


Non nascondo che la prima volta che lessi questo passo non poche
domande mi balenarono nella mente: chi erano i figli di Dio? Chi ha
creato i giganti? Chi erano i famosi eroi dell’antichità? Che vuole dire che
i giorni degli uomini saranno di 120 anni?
Partiamo rispondendo all’ultima domanda; è lecito sapere che prima di
quella “sentenza divina”, gli uomini erano molto longevi, infatti in Gn 5,5
si può leggere che Adamo prima di morire visse ben 930 anni! Dio
quindi, per punire gli uomini decide di abbassare il tetto dell’età degli
uomini. Tutti sanno che è davvero improbabile che un uomo sia vissuto
tanto e forse, l’abbassamento dell’età imposta da Dio potrebbe trattarsi
di una correzione da parte degli “scrittori” della bibbia, che avrebbero
così sanato l’incompatibilità vita reale. Per ora teniamo buona questa
ipotesi.
I Figli di Dio, o Nefilim, sono secondo la tradizione biblica degli angeli
caduti sulla terra e non più puri. Giunti sulla terra si sarebbero uniti agli
uomini e avrebbero così dato origine ad una nuova razza: la razza dei
serpenti.
I giganti e gli eroi erano i figli degli angeli caduti?
Sì, basti pensare alla mitologia classica: il figlio di un dio e di un uomo è
generalmente un essere straordinario dotato di una forza sovraumana
(Eracle) o immortali (Achille) o con conoscenze superiori all’uomo
(Prometeo era un titano); erano insomma dei giganti, ossia più grandi
degli uomini, dove quindi il termine gigante non sta per uomini dalle
dimensioni spropositate, ma per uomini con qualità superiori a quelle
degli uomini. Come tutti sanno Achille, Eracle e Prometeo, oltre ad avere
doti straordinarie che li rendevano giganti tra gli uomini, vennero poi
ritenuti dei veri e propri eroi, dopo tutto che titolo attribuire ad uno che
contro il volere degli dèi insegna all’uomo il potere del fuoco, se non
quello di eroe?
Ecco quindi chi erano i giganti e gli eroi di cui si parla in quel passo della
genesi: “ibridi” nati dall’unione di uomini e Nefilim, la razza dei serpenti.
Mi si potrebbe obbiettare: “ma dal passo si intuisce che i giganti
vivevano sulla terra già prima della venuta dei figli di Dio”.
Ad una tale obbiezione non potrei che rispondere che è vero, i giganti
vivevano sulla terra prima della venuta dei figli di Dio. Il fatto è che
quella non fu l’unica volta in cui i figli di Dio si unirono con le “figliole
degli uomini”. Fin dalla sua creazione, l’uomo ha avuto a che fare con i
Nefilim. Questa razza non è comparsa a sorpresa nella vita della nostra
civiltà, ma da sempre sembra accompagnarci. Ma prima di addentrarci
in questa, proviamo a dare una ipotetica descrizione di questi Nefilm.
L’antica letteratura giudaica attribuisce ai Vigilanti (Nefilim, Jedi,
Annunaki, tutti sinonimi di una stessa civiltà) specifici tratti somatici:
vengono descritti come esseri molto alti, di pelle bianca, con capelli
bianchi lanosi, carnagione arrossata, occhi penetranti e volti di serpente;
anche i testi mesopotamici ed altri racconti mediorientali sembrano
confermare questa descrizione, arricchendola con altri particolari come
“razze di giganti” e confermando che le divinità, antenate della civiltà,
erano anch’essi di statura “gigante”.
Dalla descrizione che i popoli antichi ci danno di questi strani uomini,
possiamo azzardare l’ipotesi che non si tratti di esseri disumani.
La descrizione sembra combaciare con quella di un occidentale, che
mediamente è più alto rispetto ad uno asiatico o ad un mediorientale
(pensando al XI millennio a.C.).
Si tratta quindi, di una civiltà differente da quelle che abitavano la
mezzaluna fertile, una civiltà di cui non ci è rimasta traccia se non nei
racconti di questi popoli, se non nei miti e nelle leggende che narrano di
questi Nefilim.
Le caratteristiche fisiche venivano poi accentuate per mettere in
evidenza l’importanza che rivestivano questi uomini. Infatti nelle culture
primitive, i re e gli uomini che ricoprivano incarichi di alto rango
(aristocratici etc.), venivano raffigurati con dimensioni sproporzionate,
rispetto agli altri uomini (comuni) quasi ad evidenziarne una sorta di
divinazione. Tanto è vero che, ad esempio, l’unico documento per ora in
nostro possesso sul mitico Re Scorpione, è una testa di mazza in cui il
sovrano (il cui nome è scritto attraverso un pittogramma
rappresentante uno scorpione) è riprodotto in dimensione eroica,
proprio a testimoniarne l’importanza (a lui viene attribuita l’unificazione
dei due Egitti).
Il libro di Enoch racconta che gli Angeli caduti rivelarono all’uomo i
segreti proibiti del cielo. Azazel “insegnò agli uomini a fare spade,
coltelli, scudi e corazze e fece conoscere all’uomo l’arte di lavorare i
metalli”. Altri Vigilanti sono accusati di aver addestrato i mortali in
campi scientifici, quali l’astronomia e la geografia, l’arte di abbellire il
corpo, addirittura insegnarono all’uomo come “abortire”. Penemu,
infine, istruì l’uomo sull’uso di “inchiostro e carta”. Dunque, più che una
razza proveniente dal cielo, gli Annunaki (così erano conosciuti tra i
Sumeri) sembrano essere una civiltà evoluta (a sostegno della nostra
tesi), che esporta la sua conoscenza verso popoli meno evoluti,
civilizzandoli e creando quindi un rapporto si subordinazione tra i due
popoli. Prometeo è un esempio di questo rapporto, che esisteva tra le
due diverse civiltà: mosso da compassione per la condizione primitiva
delle popolazioni della mezzaluna, decide di rilevare ad alcuni popoli
determinate conoscenze (rappresentate dal fuoco, che è stato
indubbiamente una grande scoperta dell’uomo), che la sua civiltà
(quella dei Nefilim) conosceva e che non voleva che le altre civiltà non
conoscevano. Venne quindi punito dal suo popolo; come tutti sanno
infatti la sua condanna fu quella di subire tutti i giorni l’attacco di un
aquila che gli divorava il fegato per tutto il dì, fegato che durante la
notte ricresceva pronto per essere divorato il dì seguente. Ma gli Jedi
non punivano solo i loro simili, persino gli uomini subivano le loro
punizioni.
Alcuni studiosi, come Zecharia Sitchin, credono invece che la natura
degli Annunaki non sia terrestre. Sitchin reputa infatti che gli Annunaki
siano degli alieni provenienti da un decimo pianeta, che periodicamente
si va a collocare tra Marte e Giove: Nibiru. Tale pianeta, secondo i testi
sumeri studiati da Sitchin, ritornerebbe tra il pianeta rosso e il sole
mancato ogni 3600 anni.
In ultima analisi, possiamo definire Nefilim, quella civiltà che civilizzò i
popoli africani e della mezzaluna fertile (non solo questi popoli, gli
Annunaki arrivarono a civilizzare le civiltà precolombiane e i popoli
asiatici), insegnando loro l’arte della conoscenza. A mio parere , anche
Osiride era un Nefilim, così come lo erano Iside, Thot e Set. Dunque gli
Annunaki erano i colonizzatori che Atlantide mandava nel mondo per
civilizzare quella parte di umanità che era agli albori della civiltà.
Ecco, qui di seguito, una parte del Documento di Damasco (CD II,14-
III,1) in cui viene trattato il tema della caduta degli angeli, dei loro figli (i
giganti) e degli uomini:
“Ed ora, figli, ascoltatemi ed io scoprirò i vostri occhi affinché possiate
vedere e comprendere le opere di Dio, scegliere quanto gli è gradito e
respingere ciò che odia, camminare alla perfezione in tutte le sue vie
senza sgarrare secondo i desideri dell’istinto colpevole (yeser ‘ashmah) e
degli occhi lussuriosi (be’ene zenut) [cfr. Ezechiele 6,9]. Poiché molti, a
causa di essi si sono smarriti, e hanno vacillato, a causa di essi, valenti
eroi, dai tempi antichi ad oggi; avendo camminato nell’ostinazione del
loro cuore, caddero i vigilanti del cielo; furono presi, a causa di essi,
perché non avevano osservato gli ordini di Dio, e (a causa di essi)
caddero i loro figli la cui altezza uguagliava quella dei cedri e i cui corpi
erano come le montagne; ogni carne che era sulla terra esistiti,
essendosi comportati secondo la loro volontà e non avendo osservato
gli ordini del loro fattore, fino a quando arse contro di essi la sua ira. A
causa di essi si sono smarriti i figli di Noè e le loro famiglie, a causa di
essi furono recisi. Ma a causa di essi si sono smarriti i figli di Giacobbe e
furono puniti secondo il loro errore”.Per l’autore di questo testo,
 gli angeli caddero (nafal) e peccarono, per
non avere osservato i comandamenti (gli ordini) di Dio, e per lo stesso
motivo caddero (nafal) i loro figli (cioè i giganti, i nefilim di Gen. 6; pur
non citandoli espressamente con questo nome ce n’offre evidentemente
un’etimologia).
Il termine nefilim cui qui c’è una chiara allusione, viene invece citato
esplicitamente nell’Apocrifo della Genesi II,1:
“Ecco, pensai allora in cuor mio, che la concezione viene dai vigilanti e
dal seme dei santi, e che questo bambino assomiglierà forse ai giganti
(nefilim)”.
Lamec è preoccupato dal sospetto che Noè sia nato da una relazione di
sua moglie Bit-Enosh con i vigilanti, angeli a cui è dedicato un libro del
pentateuco “enochico”.
Dato il carattere lacunoso del testo, non è possibile decidere con
sicurezza se “nefilim” vada considerato come il nome dei giganti, o
semplicemente un participio passivo di nafal e quindi da tradursi «i
caduti», cioè gli angeli caduti.
In alcuni testi paralleli la colpa dei vigilanti consiste nell’aver rivelato agli
uomini i segreti cosmici.
Alla tematica dell’unione con le femmine ci riconducono anche il già
citato Apocrifo della Genesi: L’interpretazione si riferisce ad Azazel e agli
angeli che… entrarono dalle figlie degli uomini e generarono loro gli
eroi (ghibborim).
Il frammento n. 2 di Qumran (n. 180) contiene un riferimento allo stesso
episodio, ma il testo è ancora più lacunoso e non si possono trarre
conclusioni certe.
La linea 2 cita la generazione dei giganti. e nella linea 4 si legge coloro
che amano l’ingiustizia e trasmettono in eredità la colpevolezza.
Si può infine ricordare il frammento n. 4 che ricorda la punizione dei
giganti nel diluvio, insieme al resto dell’umanità. – Azazel che viene qui
menzionato, è l’angelo che in Enoc VIII, svela all’umanità le scienze che
la corromperanno e viene punito – (sua è tutta la colpa della corruzione
della terra e degli uomini). Per l’unione degli angeli con le femmine
nasce la generazione dei giganti – Enoc IX,8 s. e X,11 s.
A causa sempre dello stato lacunoso del frammento non si può dire se
si accentui lo svelamento delle scienze segrete, o l’unione con le
femmine. Per entrambi questi aspetti, sembrano comunque valere la
tesi secondo cui:
“Il vero disordine, nasce nell’universo, quando c’è un’unione indebita
tra il divino e l’umano”.
Ma questo disordine altro non è che una contaminazione: gli angeli che
hanno trasgredito l’ordine di Dio, hanno anche infranto l’ordine della
natura, si sono contaminati e hanno contaminato tutta la natura;
l’hanno sciupata; per questo o è sorto il male o almeno il male è
dilagato.Ma come si può notare nel Documento di Damasco, esiste una certa
riservatezza circa una caduta dell’ essere umano. La caduta degli angeli
sembra che interessi relativamente e sembra stare sullo stesso piano di
quella degli uomini.
Un pensiero ebraico suppone che “è solo la dottrina dei due spiriti che
sembra fornire una soluzione accettabile agli uomini della comunità.
Bisogna fare risalire a Dio stesso la decisione di dare a questo mondo
l’aspetto di un campo di battaglia tra le forze del bene e quelle del male,
da lui stesso create, da lui stesso indirizzate a questo fine”.
In questo scontro Dio stesso interviene direttamente: “Ma il Dio di
Israele e l’angelo della sua verità soccorrono tutti i figli della luce”, come
nella battaglia escatologica, quando: “La grande mano di Dio s’alzerà
contro Belial e contro tutto l’esercito della sua dominazione con una
disfatta eterna (Regola della guerra XVIII,1)”, ma anche per liberare ogni
individuo dalla sua contaminazione radicale è necessario l’intervento
purificatore di Dio e dello Spirito Santo:
“Con la sua verità, Dio allora vaglierà tutte le azioni dell’uomo e si
monderà alcuni figli dell’uomo eliminando ogni spirito di ingiustizia
dalle viscere della loro carne e purificandoli nello spirito santo da tutte
le opere empie, aspergerà su di essi lo spirito di verità”.
In vero, cosa può essere la caduta degli angeli?
Si tratta semplicemente della fuga dei coloni di Atlantide, che si
staccarono dal cuore dell’impero Atlantideo, per formare nuove civiltà,
per strappare le tribù indigene (quali, ad esempio, le popolazioni
mesopotamiche, quelle precolombiane, etc.) dalla loro condizione
barbara e non evoluta.
Poco sopra, ho definito gli Annunaki i colonizzatori che Atlantide
mandava nel mondo per civilizzare quella parte di umanità che era agli
albori della civiltà; ma questa affermazione è vera in parte.
Mi spiego meglio: in principio il cuore dell’impero mando questi
colonizzatori ai quattro angoli del nostro globo col preciso scopo di
civilizzare e assoggettare le popolazioni indigene (sottolineo che
secondo Sitchin i vigilanti erano e sono degli alieni che hanno creato
l’uomo con l’unico scopo di assoggettarlo e sfruttarlo, questa è una
chiara prova a mio avviso, che gli atlantidei non si spinsero nei territori
barbari mossi solamente da uno spirito misericordioso nei confronti
delle tribù indigene); ma quando queste colonie crebbero si ribellarono
al controllo dell’impero, così da arrivare allo sdegno di Dio (l’impero) che
non riconosce come suoi i propri figli (le colonie) e decide di distruggerli
(prova di questa mia affermazione sono le 12 fatiche di Eracle, come
affermato da Axel Famiglini in un suo articolo “le civiltà antidiluviane”, o
ancora di più il mito popolare che vuole Atene avversaria degli eserciti
atlantidei che volevano conquistarla).



di Alessandro Greco
tratto da www.universo7p.it


martedì 2 agosto 2016



MITI GIAPPONESI RACCONTANO DI QUANDO LE DIVINITÀ DI ALTRI MONDI CAMMINAVANO SULLA TERRA?


Come nella maggior parte dei miti di creazione delle culture terrestri, anche il Giappone tramanda di un’epoca d’oro durante la quale gli dei “creatori” camminavano sul nostro pianeta e governavano le società umane. Chi erano questi dei? Visitatori di altri mondi scambiati per divinità? La mitologia giapponese è raccolta in un’unica opera chiamata Kojiki(古事記, letteralmente “cronaca di antichi eventi”), un’opera in tre libri scritta in giapponese antico.
La redazione finale del testo è stata eseguita nel 712 d.C., raccogliendo in un’unica opera una serie di documenti che tramandavano i fatti dell’epoca antica del Giappone.
Queste singole fonti, a loro volta, prima di essere fissate su documenti scritti, erano tramandate oralmente attraverso le generazioni. Il testo inizia con il racconto mitologico della creazione del Cielo e della Terra e la creazione dell’uomo. Inoltre, vengono raccontate le vicende di varie divinità che erano sulla terra all’alba dei tempi. Infine, vengono narrate le origini mitologiche del Giappone, della dinastia Yamato e delle maggiori famiglie nobili.

Il primo tempo viene descritto come Jindai moji o Kamiyo moji (神代文字“personaggi dell’Età degli Dei”), un’epoca in cui una Terra desolata vede la discesa di due entità, Izanagi e Izanami (oltre ad essere fratello e sorella, i due sono anche amanti), intenzionate a dare forma e vita al pianeta.
Si narra che il primo gesto di Izanagi ed Izanami fu quello di far sorgere le terre dall’oceano e mescolarle con una lancia chiamata Ame-no-nuhoko. Con il fango che si ammassò colando dalla lancia ebbe origine la prima isola: Onogaro-Shima (il Regno Terreno).
In seguito gli dei crearono altre otto grandi isole che divennero la terra di Yamato, il Giappone. Le due divinità abbandonarono il Regno del Cielo e stabilirono la loro nuova dimora sulla Terra.
«Izanagi e Izanami scesero su quella piccola isola e là innalzarono un palazzo. Ma il loro lavoro era appena iniziato: a parte quel piccolo scoglio deserto, il mondo era ancora una massa di acqua senza forma. Non vi era nulla: né piante né animali né creature viventi, e il paesaggio era piatto e spoglio. Izanagi e Izanami cominciarono a riflettere su come proseguire la loro opera di creazione».
Dall’unione di Izanagi e Izanami nacquero il dio del mare O-Wata-Tsu-Mi, il dio delle montagne O-Yama-Tsu-Mi, il dio degli alberi Kuku-no-chi e il dio del vento Shina-Tsu-Hiko. La nascita dell’ultimo dio, quello del fuoco Kagu-tsuchi, costò la vita ad Izanami. Così si legge:
«Purtroppo, nel dare alla luce il dio del fuoco, Izanami si ustionò il ventre e morì. La donne fu sepolta sul monte Hiba, nella penisola di Izumo. Izanagi molto si dolse della morte della moglie».
È strano leggere della morte di una divinità, che per definizione dovrebbero essere immortali. Dunque, Izanagi e Izanami erano creature mortali. Se così, chi erano veramente e da dove venivano?
«Allora Izanagi si mise in viaggio per il Profondo, lo Yomi-Tsu-Kumi, il paese dei morti che si trovava nel sottosuolo. Entrò in una caverna, e dopo aver percorso un lungo cunicolo, giunse a una strana costruzione che sprofondava ancor più nelle viscere della terra».
Izanagi, adirato, uccise il figlio e scese all’inferno con l’intento di condurre fuori la sua compagna dal mondo dei morti. Ma al suo arrivo, il dio scoprì che la sua sposa si era nutrita con il cibo infernale ed era diventata un demone malvagio. Izanagi fuggì in superficie ed Izanami restò nello Yomi-Tsu-Kumi divenendone la terribile regina.
I racconti mitologici giapponesi sono particolarmente interessanti perché trovano due paralleli decisamente notevoli.
Il primo è quello con la mitologia cinese, nella quale si racconta di esseri celesti discesi sulla terra in draghi volanti: costoro furono i primi sovrani cinesi che diedero inizio alla civiltà cinese e che sono conosciuti come i Tre Augusti: Fu Xi, Nüwa, Shen Nung.
Nüwa era la sorella di Fu Xi e ne divenne anche la sposa. Fu Xi e Nüwa venivano rappresentati sempre allacciati per la coda. Fu Xi tiene in mano una squadra, Nüwa invece un compasso. I due strumenti (ad oggi, ancora adoperati nella simbologia massonica) indicano che i due sovrani inventarono norme, regole, standard.
Il secondo parallelo notevole è con la mitologia egizia, nella quale si tramanda sempre di un fratello e di una sorella sposi (Osiride e Iside), dalla cui unione nacque Horus, il capostipite delle dinastie faraoniche.
Inoltre, come nello Kojiki, i Testi delle Piramidi parlano dello Zep Tepi, un periodo primordiale dal quale emerse l’ordine dal caos e nel quale gli dei governavano la Terra.
Come interpretare queste corrispondenze presenti in culture tanto lontane nello spazio e nel tempo? Se si tratta solo di racconti mitologici, è possibile che una civiltà ormai perduta fosse presente anticamente su tutto il pianeta, condividendo un unica cultura mitologica?
È se invece questi racconti mitologici fossero il ricordo lontano di un evento che ha impressionato i nostri antenati fino a convincerli a tramandare tali eventi alle generazioni future? È possibile che antichi viaggiatori di altri mondi siano stati scambiati per divinità dai nostri antenati? E se così fosse, in che modo hanno influenzato o alterato l’evoluzione biologica e culturale della specie umana?

tratto da:http://www.universo7p.it/

mercoledì 9 settembre 2015


            GLI ELOHIM
di Giacoletto Dario





Il termine “Elohìm” (è plurale maschile, al singolare “el”, al femminile “Eloha”) è termine molto dibattuto circa il suo significato. Per alcuni, Eloha si legge Alah ovvero Allah. Generalmente significa “signori” o “guardiani” ma anche “splendenti”. Era utilizzato per indicare potenti personaggi sovrumani provenienti dal cielo e quindi “divinità” e, in alcuni casi come “angeli” e anche come figli di dio o dei. Oggi sarebbero definiti “alieni” al genere umano. Furono adorati come "dei", termine plurale di dio ma, da non confondersi con Dio (maiuscolo) che indica Dio come il Tutto Assoluto, Causa Prima, ovvero il Dio trascendente della spiritualità. Gli Elohìm furono coloro che generarono i pantheon nelle diverse civiltà terrestri. Nomi non uguali presso civiltà diverse e, in tempi diversi; si riferiscono alle stesse divinità. Interessante sarebbe avere una esaustiva tabella comparativa che li raccolga tutti quanti.
L’Elohìm Shamah riceve il re Hammurabi. Da notare come il dio è alto di statura e Hammurabi molto meno.

Una delle possibili spiegazioni che è data al termine Elohìm; è che sia composto da El e Hoa. Hoa sarebbe l’antica radice che indicava l’Essere Supremo, Colui che esiste di per sé, che non è generato (come gli umani) ma ha vita in sé stesso (tutte le forme viventi hanno vita in sé; la differenza consta nell’essere in grado di gestirla consapevolmente). Il prefisso “El” corrisponderebbe al nostro “colui”, indicando una persona in senso astratto. “Colui che ha vita in sé” sarebbe quindi il significato del termine E-loha. Il termine Elohìm quindi, assumerebbe anche il senso di “Coloro che hanno vita in loro stessi” ovvero, che sono Fonte della vita. Questo è un particolare di non poco conto, se  si pone in relazione al fatto che gli Elohìm  erano molto longevi e, come vedremo  viene affermato in seguito in una canalizzazione; in quanto padroneggiavano la manifestazione fisica che noi chiamiamo vita. Morivano fisicamente anche loro, (come è affermato nella Bibbia in Salmi/82) ma in quanto entità astrali che padroneggiavano la manifestazione o materializzazione fisica; erano in grado di riproporsi nuovamente, dando luogo su tempi lunghi, ad una apparente immortalità. Padroneggiavano poi la vita degli esseri umani, giacché erano in grado di effettuare elaborazioni genetiche miranti al creare nuove versioni umane.
Oggetto di discussione, è poi il fatto che nella traduzione biblica attuale, il termine Elohìm (quindi plurale) è collocato  in un contesto in cui si vorrebbe  affermare il monoteismo. I sostenitori, affermano il concetto del “plurale maiestatico” ovvero, scrivono “dei” (plurale) per indicare “dio” (singolare) col fine di far assumere al termine dio un valore maggiore. Questi sostenitori però dimenticano (volutamente o no), che quando nel linguaggio ebraico è usato il plurale maiestatico, il contesto discorsivo è al singolare; mentre invece nella traduzione corretta dei codici ebraici il contesto lo troviamo al plurale pertanto: “Elohìm significa dei e non dio”. Questo è un particolare di grande importanza giacché evidenzia che gli Elohìm non erano il Dio assoluto della spiritualità. Non vi è traccia nei codici originali di monoteismo imposto da Yahwéh, non vi è traccia di monoteismo in genere nel mondo di allora. Vi sono unicamente le richieste e le imposizioni di fedeltà e di rispetto assoluto dei patti di alleanza stipulati.

Yahwéh: YHWH
Una menzione particolare per il ruolo svolto nella storia che ci riguarda, è quella riguardante l'Elohìm Yahwéh. Apparentemente, in base alla propaganda storica, questo Elohìm ebbe grande importanza, notevole autorità e considerazione. Fu veramente così?. No, non fu così!. Grande fu unicamente l’importanza propagandata e imposta dall’apparato religioso ebraico, mediante l’ebraismo, il cristianesimo e tutte le religioni che seguirono con base ebraica. Occorre qui ricordare che l’informazione mondiale di oggi, è completamente in mano a personaggi ebrei che, hanno interessi di loggia (sionista). Nel resto del mondo Yahwéh era considerato una divinità minore e quasi del tutto ignorata. La prova di quanto affermato, si palesa nel fatto che, quando gli Elohìm si spartirono la Terra e i popoli; Yahwéh fu escluso dalla ripartizione tant’è che per avere un territorio ed un popolo che lo servisse, dovette crearsi un popolo che non esisteva e predare un territorio che era di altri Elohìm. Notevolmente superiore era ad esempio, l’importanza del dio Baal. 

Presunta rappresentazione su moneta dell’Elohìm Yakwèh, sopra la sua macchina volante

LA CRUDELTA’ DI YAHWEH: Quando si parla di Yahwèh, l’attenzione non può non volgersi alla particolare moralità o meglio, amoralità di questa divinità. Nel Pentateuco, troviamo scritto che Yahwèh era una divinità gelosa del suo popolo e, in seguito la religione generata, volle spiegare questa gelosia come forma di amore per il suo popolo. La realtà che emerge considerando la traduzione letterale dei codici ebraici, rende evidente invece che Yahwèh era particolarmente crudele, feroce, amorale e privo di sentimenti umani. Il numero dei morti che produsse mediante le sue armi e mediante il sacrificio del suo popolo ora definitosi ebraico, sono un marchio eterno e indelebile della sua disumanità. Occorre però precisare, che anche gli altri Elohìm erano pressoché uguali. Basta considerare come le popolazioni di allora (tutte sottoposte a loro), erano considerate merce sacrificabile per i loro satanici scopi.
A conferma di quanto affermato circa la crudeltà degli Elohìm in generale e di Yahwèh in particolare, estrapolo dalla bibbia:
Salmi-82/1: Dio si pose nell’assemblea dei divini. In mezzo agli dei giudica e dice: “Fino a quando continuerete a giudicare (gli esseri umani) con ingiustizia e a mostrare parzialità agli stessi malvagi?”
Salmi 82/6: “Io stesso ho detto; voi siete dei e, voi tutti siete figli dell’Altissimo”. Riferito al Dio vero, in quanto neanche lui stesso (colui che parla) era il dio vero ma, superiore degli Elohìm e, non parte di quel gruppo sebbene lo giudica. Sicuramente non allineato per quanto riguarda il comportamento da tenersi nei confronti del genere umano e poi continua: “Sicuramente morrete proprio come muoiono gli uomini; e come loro cadrete ecc.."  Se vi pare sconcertante ciò che affermo, controllate meglio in una bibbia non troppo edulcorata!..



INDIZI DA CONSIDERARE: Nell’immagine sovrastante, la rappresentazione di tre diversi Elohìm. Tutti e tre tengono in mano una sorta di borsa apparentemente uguale, oltre ad un oggetto a forma di pigna, presente anche nella prima immagine dell'articolo e presso il popolo egizio. Il serpente compare nella tradizione Maya, così come presso i Sumeri o il popolo ebraico. Tutto il mondo pare essere legato da un unico filo conduttore. Tutte le tradizioni affermano pressoché le stesse cose, come se esistesse una realtà globale. Le piramidi sono state individuate ovunque. I sacrifici umani e animali furono imposti su tutto il pianeta, fino a quando gli dei se ne vanno. Perché?.:
LA CACCIATA DEGLI ELOHIìM ANNUNAKI: Prove storiche sostengono che gli dei generarono i semidei. Da costoro nacquero, gli eroi della mitologia e della storia. In seguito, la loro genetica andò perdendosi nel genere umano comune mediante generazioni miste. In base alla mitologia e alla storia di tutto il nostro mondo, si accenna spesso al così detto: Periodo d’oro. Il tempo in cui gli dei vivevano in mezzo agli uomini. In seguito, vi furono cruente guerre tra divinità di fazioni opposte e, ad un certo punto, tutti gli dei scompaiono dalla scena terrestre, siamo nel 67 d.C..
Consideriamo ora, ciò che sostenne lo storico Giuseppe Flavio. Nel capitolo VI del suo lavoro “ Guerra Giudaica”, riporta di due fatti verificatisi che generarono sconcerto presso le popolazioni interessate. Nei versetti 289-299 afferma: Su Gerusalemme apparve un astro a forma di spada e una cometa che durò un anno. Nel giorno ottavo del mese di Xanthico (corrispondente al mese della Pasqua ebraica), all’ora nona della notte l’altare e il Tempio sono avvolti da un alone di luce che li illumina come se fosse giorno, per circa trenta minuti. Il pesantissimo portone di bronzo, che veniva  normalmente manovrato da una ventina di uomini, si apre da solo all’ora sesta della notte. L’evento più straordinario però si verifica il giorno ventuno del mese di Artemisio (quello dopo la Pasqua). Lo storico Giuseppe Flavio dice che la visione fu talmente miracolosa da essere incredibile, se non fosse stata testimoniata da gran parte della popolazione. Prima del tramonto del Sole “si videro in cielo su tutta la regione carri da guerra e schiere di armati che sbucavano dalle nuvole” e alla festa di Pentecoste i sacerdoti che erano entrati nel Tempio per le celebrazioni di rito, sentirono distintamente “una scossa e un colpo” e poi “un insieme di voci che dicevano: “Da questo luogo noi ce ne andiamo”.
Teniamo presente che dentro il Tempio, stazionava allora l’Arca dell’Alleanza che era una apparecchiatura ricevente e trasmittente (emerge dalla traduzione letterale dei codici originali) che consentiva ai capi sacerdoti di comunicare direttamente con Yahwèh. Non è facile, accettare ciò che affermò Giuseppe Flavio; certo è, che dopo di allora non vi furono più tracce di presenze di divinità tangibili  e permanenti sulla Terra, riconosciuti come Elohìm.  Poco probabile è che Giuseppe Flavio si sia inventato tale cosa. Affermare che gli dei se ne sono andati se poi, ciò si rivelerà falso, toglierebbe unicamente affidabilità a lui in quanto storico. Anche in altre parti del mondo sono stati riportati riferimenti circa la partenza degli dei.
Nel libro “Cronaca di Akakor” è affermato: La Cronaca di Akakor comincia nell'ora Zero, quando gli Dei ci abbandonarono. A quei tempi Ina, il primo principe degli Ugha Mongulala, decise di far mettere per iscritto tutti gli avvenimenti della vita della nostra gente, “con chiara scrittura e in buona lingua”. I Primi Maestri arrivarono nel 13.000 A.C. Secondo la cronologia dei bianchi, apparvero all'improvviso nel cielo brillanti navi d'oro, e ci rimasero fino al 10.481 A.C. anno della loro partenza.
Chi fosse interessato a leggere la sintesi del libro in questione:http://interferenzealiene.blogspot.com/2011/09/la-cronaca-di-akakor-parte-i-di.html
Ovviamente la partenza di questi dei, non è la partenza degli Elohìm Annunaki del 67d.c. Questi sono una delle fazioni aliene positive che hanno interagito sulla Terra; mentre quella degli Elohìm Annunaki è negativa. Le fazioni aliene positive hanno generato il “periodo d’oro (spirituale) ” mentre, gli Elohìm Annunaki hanno generato il rastrellamento all’oro in senso materiale. I primi hanno lasciato un buon ricordo e il desiderio nel popolo di rivederli. Andandosene i secondi, hanno alleviato la popolazione dalle loro angherie e dalle loro necessità di sacrifici.


PREMESSA: Due sono le vie di percorrenza che procedono dalla Causa Prima o se vogliamo “Dio”. La via bianca o positiva e la via nera o negativa. Entrambe sono necessarie al fine ultimo ovvero: la realizzazione degli stati di coscienza delle individualità nell’unicità Dio. La via del bene, mira a realizzare lo stato di coscienza, affermando l’interesse collettivo.  Il male cerca lo stato di coscienza mediante il potere sul prossimo ed eliminando il bene. La lotta di contrapposizione tra le due parti, è l’elemento catalizzatore che genera la volontà e la determinazione ad agire. Incoraggia la ricerca e, quindi la presa di coscienza seguita dalla trascendenza. Il simbolo sovrastante rappresenta  a meraviglia quanto affermato.
Ora propongo, in riferimento agli Elohìm biblici (ovvero gli Annunaki per il popolo sumero), stralci ricavati da alcune canalizzazioni che, hanno il pregio di proporre delle spiegazioni:

IL PIANO ORIGINALE: Voi esseri umani, così come siete ora, non siete il prodotto naturale del pianeta Terra. Voi terrestri siete il prodotto di un progetto che, nella fase iniziale, è stato concepito da un insieme di gruppi diversi di anime o entità aliene. Le anime sono ognuna diversa da un’altra ma, poiché gruppo, esprimono il paradigma di pensiero, di consapevolezza e la finalità propria di quel gruppo. Gruppi diversi di anime, comporta inserire nella realtà umana e quindi anche nella genetica terrestre, il contributo di paradigmi e retaggi esistenziali diversi tra di loro. Nella fase iniziale quindi, era stabilito che i gruppi di anime, seppure diversi tra di loro, dovevano garantire una compatibilità finalizzata a generare una sintesi delle caratteristiche nell’essere umano. Non dovevano unirsi per procreare, anime dello stesso gruppo (che poco o nulla di nuovo avrebbero generato a livello di sintesi) ma anime compatibili di gruppi diversi che avrebbero generato nella discendenza, l’affermazione delle loro caratteristiche migliori. Purtroppo il progetto iniziale fu alterato da fazioni aliene contrarie (tra queste quella degli Elohìm Annunaki). Queste fazioni, facendo partorire donne terrestri unitesi a genetica non parte del progetto iniziale, portarono sulla Terra anime non opportune ovvero, anime le cui caratteristiche di compatibilità, generarono enormi problemi. Troppo grandi le differenze del loro modo d’essere, dei loro paradigmi e delle loro finalità.  Troppo grande la loro mancanza di morale, di etica, di stati d’animo. Troppo grande il loro desiderio di affermazione individuale. Sono le anime che oggi nel mondo, danno luogo alla realizzazione dell’ideologia satanista.
 Nella vostra realtà tangibile, ciò comporta difficoltà d’integrazione, di sintesi genetica, difficoltà pratica nel convivere tra di voi. Esistono poi anime di altri gruppi, diverse ma compatibili e anime quasi o totalmente impossibili. Comunque, neanche l’inconveniente del prematuro e inopportuno inserimento di anime non idonee, avrebbe impedito il realizzarsi del progetto iniziale. Sarebbe bastato che il numero delle anime non opportune (qualcuno le definisce nere) non avesse mai preso numericamente il sopravvento e, nel tempo la sintesi si sarebbe realizzata comunque. Purtroppo il ladro ora aveva la chiave di casa e, se tentavi di cacciarlo aprendo la porta, il risultato era ancora peggiore. Nella fase iniziale, il progetto prevedeva la creazione di una sintesi ovvero la creazione dell’essere umano espressione di sintesi di una comunità galattica. Modello da esportare altrove. Con l’alterazione del progetto iniziale e il sopravvento delle anime non opportune, la finalità delle culture aliene che l’anno generata, è diventata quella di raccogliere il massimo dei frutti dal frutteto per affermare il loro desiderio di potere. L’intento dell’interferenza aliena al quale assistiamo oggi, è la prosecuzione nel tempo, di quel loro piano di creazione mediante manipolazione e ibridazione, di un essere umano ideale al pieno asservimento dei loro creatori. Qui si deve considerare la presenza sulla Terra del dio della bibbia e degli Elohim in generale. Teniamo sempre presente che la partita non si svolge unicamente sul piano fisico ma, contemporaneamente anche in quello prossimo ad essa. Tutto ciò che viene a crearsi sul piano materiale come voi umani lo intendete, cioè il terzo livello; prima è generato in forme pensiero  sul quarto livello o livello astrale.
Tutto quest'attuale problema terrestre, poteva essere impedito?.. Certamente sì. Nella fase iniziale non si doveva commettere il peccato (errore) d’origine. Nella fase seguente, ancora certamente sì ma, sarebbe equivalso a impedire a quelle anime inopportune di effettuare quelle esperienze che a gioco lungo comunque si riveleranno costruttive e positive anche per loro. A gioco breve sono e saranno per gli umani, causa di sofferenza e sconcerto. 

L’Elohìm o dio Enki con divinità Annunaki

Altro stralcio canalizzato:
Chi sono gli Elohìm biblici? ( Annunaki per i Sumeri) – Elohìm Annunaki sono entità aliene non parte del progetto iniziale. Sono abusivi piombati nel sistema solare dove hanno creato disastri. Sono giunti sulla Terra e hanno manipolato il genere umano creando i giganti (i giganti erano già esistiti anche prima, generati da alieni del piano originale. Loro hanno replicato una forma di gigantismo e generato i semidei. Hanno massacrato la popolazione imponendo le guerre fratricide in forma sacrificale. Hanno portato l’ideologia satanista e imposto la religiosità. Sono stati cacciati nel 67 dopo Cristo. Non torneranno in forma fisica.
Da dove sono venuti e quanti erano? – Sono venuti da fuori  sistema solare, mediante Nibiru. Qui sulla Terra era presente solamente una delegazione con una missione da compiere. Inizialmente con lavoratori importati e in seguito prodotti da elaborazioni loro.
Qual è lo scopo per cui sono venuti qui? - Oro.
A cosa serviva? - Polverizzato nell’atmosfera del loro pianeta, genera rifrazione alle radiazioni solari e pertanto, produce luminosità e calore.
Perché così crudeli?- Consideravano il genere umano, quasi come quello animale. Per loro quell’essere considerato umanoide, era da utilizzarsi a proprio tornaconto. La loro crudeltà era però generata dal fatto che i loro sentimenti, la loro sensibilità, i loro stati d’animo erano parte di un paradigma proprio che, poco aveva a che vedere con quello che oggi voi considerate la normalità.
Che aspetto avevano questi Elohìm? - Aspetti diversi anche tra di loro. Padroneggiavano la forma e non conoscevano la morte. Quando erano fisicamente presenti sulla Terra, morivano anche loro; ma era unicamente un passaggio ad altra manifestazione fisica.
Dove sono adesso gli Elohìm? - Domanda non corretta. Fisicamente tornati su Nibiru. Come entità aliene possono venire sulla Terra e spaziare ovunque sul quarto e terzo livello; ma non agire fisicamente sul terzo. Così è stato stabilito. Sono entità negative del piano Astrale o quarto livello.
Enlil era colui che odiava il genere umano? -Sì.
Si dice che Enki era meno negativo di Enlil. - Anche lui abusivo. Solamente più disponibile.
Enlil, Yahwèh e Satana sono la stessa figura? - Satana significa oppositore. Pertanto è considerato Satana ogni essere che si oppone a una logica di bene e di umanità libera. In quanto oppositori dell’umanità, Enlil e Yahwèh sono Satana. Nel caso la domanda sia, se Enlil e Yahwèh erano lo stesso essere, rispondo di no. Entrambi però cercarono di imporre e, in parte ci sono riusciti, l’ideologia satanista sulla Terra.
Che cosa intendi con ideologia satanista?- Il male è necessario per far emergere il bene e, in questo caso, è male a fin di bene. Nel caso il male sia estremizzato, dimenticandosi la sua vera funzione; diventa male fine a se stesso ovvero male a fin di male. Questo si oppone al piano Divino e si chiama Satanismo. Pertanto, gli Elohìm biblici erano satanisti.
Pertanto tutta la speculazione religiosa che nasce dall’antico testamento è d'ispirazione satanista? - Sì.
Da chi sono stati cacciati gli Elohìm? - Da coloro che hanno diritto sulla Terra (quelli del progetto iniziale).
Dove si trovano ora coloro che hanno cacciato gli Elohìm? – Ora hanno una base per il controllo della Terra, sulla Luna.
Chi sono questi? - Fazione di federazione galattica.
Sono da intendersi gli stessi che hanno dato il via al progetto iniziale? - Sì.
Tu fai parte di questa federazione galattica? -Sì.
Perché esiste una federazione galattica?- Normali rapporti di convivenza, ma anche organizzazione di difesa.
Da chi è comandata questa federazione? - Gerarchia galattica, ma non devo dire oltre.
Hai consigli da darci per il nostro risveglio spirituale? - Devi capire quanto sei importante tu per te stesso e per il prossimo tuo. Occorre possedere coscienza d’essere.
Che cosa fare per raggiungere questo obiettivo? - Determinazione senza compromessi. Senza compromessi significa anche non abbassare mai la guardia. I parassiti agiscono quando la abbassi. Molti parassiti energetici sono momentanei. Il problema oggi per gli esseri umani è che vi è sproporzione tra il numero dei parassitati e quello dei parassitanti.
Riusciremo a comunicare per via telepatica? - La telepatia è una facoltà che e’ stata manomessa negli esseri umani ma ancora possibile. E’ stata alterata la frequenza sulla quale viaggia il pensiero.
Si può riattivare? - Non puoi impedire il disturbo su quella frequenza. Solamente la determinazione scavalca l’ostacolo.
Qual è il vostro vantaggio nel migliorare la genetica umana e spingere l’umanità nella sua presa di coscienza? - Se lo strumento uomo ha caratteristiche migliori, esperienza è migliore.
Perché migliorare proprio questi corpi terrestri e non altri nell’universo? - La Terra doveva essere la sintesi delle diversità.
Perché proprio sulla Terra? - Perché altrimenti ora saresti da un’altra parte e faresti la stessa domanda.

Rappresentazione di divinità sumere a terra e sopra, oggetto volante.

CONCLUSIONE: Un aspetto constatabile, relativo a tutto il periodo nel quale sono stati presenti gli Elohìm/negativi e diffuso su tutto il pianeta, è il fatto che per questi dei, gli esseri umani erano carne da macello. Carne sacrificabile assieme agli animali. Oggi quel periodo è definito “l’età dell’oro” in quanto si dice: gli esseri umani vivevano a fianco degli dei. Certo che era il periodo dell’oro; ma dell’oro vero che questi raccoglievano mediante gli esseri umani, su tutto il pianeta e particolarmente in Africa (Vedere scritti di Z.Sitchin). Diversa è la valutazione nei confronti di quegli Elohìm/positivi che lasciarono un buon ricordo. Continuo poi ad affermare, che le canalizzazioni non vanno credute. Certo è, che forniscono spiegazioni alternative interessanti!. Nel caso che queste informazioni siano vere; agli Elohim non viene impedito di agire sulla Terra  in modo non fisico e/o visibile. Come la mettiamo ora con l'attuale, occulta, interferenza aliena?

tratto da http://presenze-aliene.blogspot.it/
 


lunedì 13 aprile 2015

Antico Testamento – Massimo Mazzucco intervista Mauro Biglino


Massimo Mazzucco intervista Mauro Biglino Antico TestamentoIntervista di Massimo Mazzucco a Mauro Biglino – 22/03/2015
MM: Mauro Biglino, se tu dovessi presentarti con tre parole, come ti presenti?
MB: Allora, io mi presenterei semplicemente come un curioso. Cioè, una persona che è stimolata appunto dalla curiosità, quando è possibile cerca di andare a fondo negli argomenti che veramente lo interessano.
MM: E quali sono gli argomenti che veramente ti interessano?
MB: Beh, questi in particolare, ovviamente ciò di cui mi sto occupando in questi ultimi anni, è un tema di cui,così, mi occupo, o comunque nei confronti dei quali provo interesse a partire dagli anni del liceo. E poi chiaramente, insomma, con il crescere, con la maturità, l’interesse si è approfondito e quindi di lì è venuta fuori la necessità, appunto, di andare più vicino alle fonti.

MM: Stiamo parlando quindi dello studio del “testo sacro”,giusto?Quindi dell’Antico Testamento?

MB: Sì, esattamente. Parliamo dell’Antico Testamento e quindi andare più vicino alle fonti, significa ovviamente accostarmi, avendo studiato prima il latino e il greco, accostarmi alla lingua nella quale è scritto il cosiddetto “testo sacro”.
MM: Ma tu hai imparato l’ebraico antico per studiare queste cose, o hai studiato queste cose perchè sapevi l’ebraico antico?
MB: No. Io ho imparato l’ebraico masoretico .. l’ebraico insomma, per approfondire lo studio di queste cose.
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Mauro Biglino è curatore di prodotti multimediali di carattere storico, culturale e didattico per importanti case editrici italiane, collaboratore di riviste, studioso di storia delle religioni, traduttore di ebraico antico per conto delle Edizioni San Paolo. Da circa 30 anni si occupa dei cosiddetti testi sacri nella convinzione che solo la conoscenza e l’analisi diretta di ciò che hanno scritto gli antichi redattori possano aiutare a comprendere veramente il pensiero religioso formulato dall’umanità nella sua storia.