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venerdì 15 aprile 2016



Perché ora a Stephen Hawking piacciono improvvisamente gli alieni?




Questo martedì, la leggenda della fisica Stephen Hawking e il miliardario Yuri Milner hanno annunciato una nuova, importante, iniziativa per l’esplorazione dello spazio chiamata ‘Starshot.’ Con l’aiuto di sonde della dimensione di un francobollo accelerate al 20 percento della velocità della luce attraverso un sistema di laser con base sulla Terra, la coppia spera di poter visitare il sistema stellare più vicino al nostro, Alfa Centauri. Il viaggio da 4.37 anni luce potrebbe essere svolto in appena 20 anni, dicono. Niente male.
Gli appassionati più attenti potranno facilmente notare un certo tipo di dissonanza tra la recente paranoia di Hawking relativa al fatto che gli alieni ci uccideranno tutti e il suo improvviso interesse per, ecco, la ricerca degli alieni.
Dopo tutto, la scorsa estate durante un evento, ha spiegato:
Non sappiamo granché sugli alieni, ma conosciamo diverse cose sugli esseri umani. Se guardiamo alla storia, il contatto tra umani e organismi meno intelligenti è spesso disastroso dal loro punto di vista, e l’incontro tra civiltà munite di tecnologie avanzate e civiltà con tecnologie primitive è sempre finito male per quelle meno sofisticate. Una civiltà capace di leggere uno dei nostri messaggi potrebbe essere miliardi di anni avanti a noi. Se così fosse, sarebbero infinitamente più potenti di noi, e per loro potremmo non essere altro che batteri.
Quell'evento nei fatti si trattava di una presentazione in grande stile di una vera e propria iniziativa chiamata Breakthrough Listen, che, se completata, si prefiggerà l’obiettivo di cercare gli alieni rilevando segnali radio e laser non naturali provenienti dallo spazio. Il passaggio chiave è che sarà una ricerca a senso unico: non verranno inviati messaggi nello spazio. Si ascolterà e basta.
(Un’altra iniziativa, Breakthrough Message, consiste di una competizione globale per la ricerca del migliore messaggio da inviare nello spazio. Sottolinea, però, che i messaggi non verranno inviati.)
È chiaro, però, che inviare una piccola sonda dalla Terra—munita di sensori, equipaggiamento per la comunicazione e altra tecnologia terrestre—significa distribuire una bella quantità di informazioni critiche riguardo la Terra e sui abitanti intelligenti. È l’equivalente interstellare di sventolare una mazzetta di banconote in un quartiere malfamato (senza offesa per chiunque abiti Alfa Centauri, non vi conosciamo ancora!)
Quindi, perché Hawking ha cambiato idea? Abbiamo qualche sospetto:
GLI ALIENI LO HANNO PRESO
È ciò che succede in Le guide del tramonto di Clarke, più o meno. Gli alieni arrivano sulla Terra e sono troppo intelligenti per rivelarsi, così sfruttano il Segretario Generale delle Nazioni Unite come fantoccio. Questo tizio è l’unico che riesce a salire sulla navicella degli alieni e a parlare con il loro leader. Così, patteggia senza saperlo la sottomissione della razza umana. Non è un traditore, è solo un gonzo. Sapendo ciò, sembra chiaro che la tecnologia proposta da Hawking e Milner sia pensata direttamente dagli alieni. Per capirci: è troppo tardi.

STEPHEN HAWKING È UN ALIENO, GLI MANCA CASA E NON CE LA FA PIÙ A SOPPORTARCI

Stephen è sul nostro pianeta da ormai 74 anni. Sono qui da almeno meno della metà degli anni e prenderei senza problemi il primo laser-razzo direzione fuori-di-qui—E non sono nemmeno un alieno.

IL VERO PERICOLO È L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Hawking lo dice ormai da tempo, e probabilmente il suo pensiero è riassimubile grazie a questo virgolettato da un op-ed uscito sull’Indipendent nel 2014: “La creazione di un’intelligenza artificiale sarebbe il più grande evento nella storia dell’uomo… Sfortunatamente, potrebbe anche essere l’ultimo, a meno che non impariamo prima a evitarne i rischi. Nel breve periodo, i reparti militari del mondo si stanno armando con arsenali automatici e intelligenti che scelgono gli obiettivi in maniera autonoma.”
Lo scorso anno ho letto un paio di lettere aperta dal Future of Life Institute, Hawking era tra i firmatari. La prima, pubblicata nel gennaio 2015 e titolata “Research Priorities for Robust and Beneficial Artifical Intelligence,” era la più composta delle due, e chiedeva che fosse fatto più lavoro di ricerca nell’ambito della sicurezza delle intelligenze artificiali e sulla possibilità di gestirla con efficacia; mentre la più famosa, pubblicata a luglio, chiedeva un deciso “divieto dei sistemi armati di offesa autonomi fuori dal controllo umano.”
C’è da dire, però, che Hawking negli ultimi anni si è rivelato piuttosto isterico sull’argomento intelligenza artificiale, dalla BBC a Reddit non si sta per niente ammorbidendo sull’argomento. Il che ci porta a...
È ARRIVATA L’APOCALISSE
In alcuni commenti fatti durante una sessione Q&A alle BBC Reith Lectures, a gennaio, Hawking si è pronunciato con toni piuttosto apocalittici, affermando che l’umanità sta entrando in un periodo molto rischioso per quanto riguarda gli avanzamenti tecnologici. Grazie al mix di guerra nucleare, riscaldamento globale e virus bio-ingegnerizzati, stiamo implorando lo svilupparsi degli eventi di portarci all’estinzione.
La soluzione? Scappare da questo pianeta il prima possibile.
“Anche se la possibilità di un disastro sul pianeta Terra in una data guerra è piuttosto bassa, aumenta col passare del tempo, e diventerà più o meno certa nel prossimo migliaio o decina di migliaia di anni,” ha detto, secondo la BBC. “Allora, dovremmo essere stati capaci di diffonderci nello spazio e su altre stelle, così che un disastro della Terra non significherà la fine della razza umana.”
“In ogni caso, non riusciremo a stabilire colonie auto-sufficienti nello spazio nel prossimo centinaio di anni, quindi dobbiamo fare molta attenzione in questo periodo.”
L’iniziativa Breakthrough Message di cui abbiamo parlato prima (quella in cui una serie di messaggi vengono scritti per essere inviati nello spazio ma poi non li inviamo) è molto più semplice del previsto—Per Hawking l’unico messaggio da inviare è “nuclearizzateci.

tratto da http://motherboard.vice.com/


domenica 30 settembre 2012


La NASA COPIA STAR TREK,VUOLE UN PROPULSORE WARP A VELOCITA CURVATURA!


Secondo lo scienziato Harold White i viaggi interstellari alla Star Trek sono possibili, e studia come costruire un motore warp.

di Fabio Deotto
Come ha suggerito Neal Stephenson in questi giorni, non è poi così vero che la fantascienza abbia la capacità di prevedere il futuro, semmai la fantascienza ha la capacità di produrre un ventaglio sconfinato di futuri possibili, alcuni dei quali, inevitabilmente, finiscono per realizzarsi. In alcuni rari casi, tuttavia, esiste l’eventualità che uno scenario fantascientifico funga da elemento ispiratore per nuove radicali innovazioni. Alla NASA, ad esempio, devono essersi sciroppati diverse stagioni di Star Trek, a giudicare dall’enfasi con cui, in queste ore, hanno dichiarato di volersi cimentare nella propulsione warp.
Avete letto bene, nei laboratori della NASA, in questo momento, c’è uno scienziato pazzo che si sta consumando le diottrie per rendere possibile la creazione di un’astronave in grado di compiere viaggi interstellari a velocità superiori a quella della luce, distorcendo lo spazio-tempo. Lo scienziato pazzo in questione si chiama Harold White e, da buon scienziato pazzo, sul suo blog paragona la distorsione dello spazio-tempo alla cottura del pane con le uvette:
Quando pensate alla curvatura dello spazio, immaginate delle uvette che cuociono nel pane. Quando si mette la pasta nella teglia, nel pane ci sono poche uvette. Mentre cuoci il pane, questo lievita e le uvette si muovono l’una rispetto all’altra. Ecco, questo è il concetto di  inflazione in una prospettiva terrestre, in una prospettiva astrofisica è invece lo spazio fisico stesso che cambia caratteristiche. In un futuristico viaggio spaziale, però, non rimarremmo spettatori passivi. L’idea è quella di comprimere lo spazio davanti a noi ed espandere quello dietro di noi in un modo che ci consenta di andare ovunque vogliamo, molto velocemente, senza venire meno all’undicesimo comandamento ‘Non superare la velocità della luce’”.
Sulla pagina wikipedia realtiva alla tecnologia di Star Trek, la propulsione warp viene paragonata al cammino di una formica su un elastico che venga via via allungato e accorciato, facendo sì che l’artropode si muova da un punto A ad un punto B percorrendo una distanza effettivamente minore di quella che intercorre tra le due tappe. In sostanza, il principio è questo: se non è possibile (per ragioni tecniche e fisiche) spingere una navicella a una velocità superiore a quella della luce, allora tanto vale cercare un modo di modificare l’ambiente in cui la navicella si muove per accorciare il tragitto. Un po’ come quello studente a cui l’insegnante domandò quale fosse il modo più veloce per unire due punti su un foglio: lo studente piegò il foglio in due.
Dall’immaginario di Star Trek, White ha anche mutuato il concetto di bolla di curvatura, una sorta di zona di protezione che racchiude l’astronave e la rende immune all’effetto della distorsione spazio-temporale. Anche se, in realtà, i principi su cui oggi White dichiara di stare lavorando, erano già stati esplorati nel 1994 dal fisico teorico Miguel Alcubierre, che nel nominare il suo paper non aveva esitato a usare il titolo “The Alcubierre Warp Drive”.
Secondo la cronologia di Star Trek il primo motore warp, progettato da Zefram Cochrane, fu testato nell’aprile 2063 e consentì all’umanità di entrare in contatto con la civiltà Vulcaniana. Oggi, sulla Terra, Harold White si spinge a immaginare un’astronave warp capace di raggiungere uno spostamento pari a quello ottenibile con una velocità 10 volte superiore a quella della luce (per chi conosce Star Trek: The Next Generation: un fattore warp 2), e in grado di raggiungere Alfa Centauri, il sistema stellare più “vicino” a noi, in sole 2 settimane.
Magari non sarà il 2063, magari non ci sarà alcun Vulcaniano pronto a raggiungerci sulla Terra, ma varrebbe comunque la pena farci un salto. Dopotutto, cosa sono 4,3 anni luce, quando hai un propulsore a curvatura?

 tratto da http://newapocalypse.altervista.org

fonte 

PROJECT BLUE BEAM:L'OLOGRAMMA DIVINO E ALIENO

Nikola Tesla, il genio del ventesimo secolo, ma anche del futuro prossimo, potrebbe essere l’ispiratore di nuove tecnologie olografiche in grado di influenzare l’intera società. Le sue teorie infatti, all’epoca definite “fisica dell’impossibile” e quindi rinnegate, sarebbero oggi usate per uno sconcertante progetto usato dalle organizzazioni segrete mondialiste.
Alcuni ex agenti segreti e giornalisti americani (molti dei quali scomparsi in circostanze misteriose) stanno da tempo divulgando un progetto della Nasa che ha come scopo il dominio mondiale, escludendo gli stati democratici e accorpandoli ad una sola forza dominante.
L’unica cosa certa in tutte queste speculazioni, rimane sempre la sorprendente vicinanza delle antiche tradizioni esoteriche e le scoperte della scienza attuale..

La civiltà del ventesimo secolo gode dell’uso di scoperte scientifiche che hanno rivoluzionato il nostro modo di vivere, rendendolo comodo, veloce e magari sotto controllo senza rendercene conto. Oggi si usano queste tecnologie nella routine quotidiana, senza conoscere esattamente la loro vera provenienza e come esse siano state scoperte; tecnologie che permisero all’uomo moderno, dopo una tragica fase di guerra fredda, di mettere addirittura piede sulla luna, conquistandosi un posto d’onore nella storia dell’umanità (?). Ma entriamo al nocciolo della questione.
Parleremo della tanto conosciuta e amata realtà virtuale, e cioè costruita e modellata a proprio piacimento. Ma è sempre così? Vi siete mai chiesti se questa realtà venisse usata contro le masse, indirizzando la società intera verso un comune pensiero, usando una distorta visione della realtà da noi conosciuta e concepita come tale?
Durante tutto il periodo che va dal 1947 al 67\69 , il mondo e per primi gli Stati Uniti d’America hanno vissuto il miracolo industriale, la favola del progresso buono, e guarda caso tutto è iniziato dopo la scoperta di due oggetti non identificati, caduti nel deserto dove poi si realizzò la famosa “Area 51“.. Da lì a poco si costruirono razzi per andare nello spazio, materiali resistenti alla forza d’attrazione terrestre, plastica leggera, aspirapolveri che ricordavano attrezzi da labroatorio, ecc… Materiali oggi di uso comune, come i cristalli liquidi nei telefonini, schermi ad alta densità di immagine  sensibili al tatto e via dicendo.. Fatto stà che molte di queste perle del nostro modo di vivere sono apparse solo dopo la concquista della luna.
Siamo davvero certi che tutto quello che vediamo e ci viene rivelato dalla scienza a servizio degli Stati sia del tutto vero? Abbiamo la matematica certezza che tutti gli attentati, discorsi politici e interventi in loco di alti funzionari del potere siano veri? E cioè loro erano devvero là oppure si trovavano a distanza in uno studio televisivo, trasmettendo la loro immagine con un ologramma?

È vero, è inconcepibile che gli Stati possano fare una cosa del genere, ma a quale scopo? Infatti molti degli individui abituati a cercare la verità sino in fondo si sono posti questo quesito, dopo aver scoperto enormi lacune nei racconti e nelle ”suddette rivelazioni” scientifiche.
Oramai vedere potrebbe non essere più associato al credere, l’ologramma ha sostituito la realtà come noi la concepiamo, soprattutto quando, e se.., messa a servizio di manipolatori senza scrupoli. Potere occulto? Dominio mondiale delle masse?

In sostanza: si è scopeto, da una relazione resa pubblica da Serge Monast, un giornalista americano (il che non significa che tutto ciò sia vero, ma solo che nel dubbio ci divertiamo a discuterne..), che esiste un progetto per trasformare la ionosfera in un’enorme maxi schermo, e perchè? Si tratta del “Project Blue Beam” della Nasa e ha a che fare con la modifica del clima, che poi ha effetti negativi sulla salute di noi che subiamo queste “variazioni” per l’effetto dell’atmosfera riscaldata.
Tutto questo servirebbe per riuscire ad ottenere un effetto olografico, visibile nell’atmosfera e a chilometri di distanza, e per realizzare tutto ciò l’atmosfera dev’essere molto calda. Ma a cosa servirebbe davvero questa innovativa tecnologia? A trasmettere film e far divertire le masse povere? Certamente non è così, visto i milioni di dollari investiti da alte cariche della finanza e famiglie potenti di ogni genere, insomma la piramide del potere unito si è mobilitato in todo.
Immaginate una simulazione di una invasione aliena, a cosa porterebbe? Il terrore delle popolazioni, soggiocate e pronte a sottomettersi per essere protetti dagli eserciti? Ci risiamo col New World Order… In questi ultimi anni si sono intensificati gli avvistamenti di oggetti alieni, e il fenomeno dei due soli apparsi qualche tempo fa nella parte orientale della terra?
L’ondata di avvistamenti anomali porterebbe alla comune volontà di ricevere protezione, cancellando la libertà democratica degli Stati accoprandola ad un unica volontà, si dice addirittura aliena, presente da secoli sulla terra, ma questa poi… Comunque sia, Serge Monast è il secondo giornalista che indagando sul “Project Blue Beam” è deceduto per “infarto”… mah?

Ebbene, secondo gli esperti, i “terrestri” non riuscendo a diffondere le immagini olografiche su vasta scala, si sono avvalsi della tecnologia innovativa del grande Nikola Tesla, le cui scoperte, all’epoca derise, scomparirono misteriosamente dopo la sua morte improvvisa… Ricapitolando: l’atmosfera viene riscaldata attraverso delle scie chimiche rilasciate nel cielo (la famigerata storia delle “chemtrails”..), quelle scie surriscalderebbero la ionosfera trasformando l’atmosfera stessa in un maxi schermo, le luci inviate invece di attraversarla e di conseguenza disperdersi, si riflettono appunto verso il basso, creando, con l’aiuto di proiettori olografici, immagini molto realistiche. Il tutto è dunque realizzato attraverso la teconologia degli ologrammi tridimensionali proiettati mediante raggi laser. La proiezione è effettuata direttamente dai satelliti orbitanti, usando come “schermo” uno strato di sodio fluttuante a circa 100 chilometri dalla superficie terrestre.
La cosa sorprendente è che la stessa tecnologia sarebbe già stata adoperata per fare comparire almeno una parte dei numerosissimi oggetti volanti non identificati. Visionando le riprese di avvistamenti ufo vi accorgerete che essi non fanno nessun rumore, tranne un ronzio, nascosto dai rumori dell’esterno, dovuti al segnale dei proiettori, a differenza dei primi avvisatamenti nei quali i testimoni dicevano d’aver prima sentito il rumore e poi l’avvistamento.
Non solo, questa tecnologia in grado di far apparire nel cielo qualsiasi forma o immagine, sarà presto usata, secondo il “Project Blue Beam” per proiettare anche immagini divine, cioè “apparizioni” di un guru/profeta/dio che in seguito al suo avvento instaurerà una nuova Religione Mondiale, che poi dovrebbe essere il primo passo verso un Governo Mondiale.
A quanto pare abbiamo a che fare con il Progetto Haarp (leggi qui: “H.A.A.R.P. e Scie Chimiche: controllo mentale e climatico“), per mezzo del quale il segnale del proiettore rimbalza sulla terra dando la possibilità perfino di segnalare basi straniere. Il programma Haarp usa questa tecnica, inviando dei droni nell’atmosfera, oramai di uso comune in tutte le basi militari. Sono veicoli comandati a distanza: dispositivi coperti da microtelecamere ad infrarossi e dotati di mimetismo ottico, cioè invisibili alla vista umana, che coprono anche i veicoli che spargono le famose scie fino all’atterraggio in zone isolate e boschive, ed hanno una forma sferica argentata.
Ad ogni modo, le mie potrebbero anche essere ipotesi scaturite dalla mia immaginaria realtà virtuale, di una sognatrice che vede pericoli dappertutto e minacce all’umanità… ma come mai è stata resa pubblica la notizia di una data e rivelazioni che riguarderebbero la sbarco di alieni sulla terra? E perchè oggi si inizia a parlare di basi trovate sotto terra e anche sotto il livello del mare, abissi abitati da forze aliene? Perchè la data di cui parlavano tanto i Maya ora è stata propagandata a livello mondiale anche nei telegiornali, con servizi lungamente spiegati fino a diventare ormai tediosi?
In ogni caso, sono sempre più propensa a credere agli antichi che a tutte queste “storie” assurde..
Così, rimane certo il fatto che i Maya predissero l’avventura dell’umanità usando il lungo computo, cioè la misurazione del tempo in cicli di centinaia di miagliaia di anni, precedendo le scoperte attuali, da quelle più avveniristiche a quelle tecnologiche… loro, che non conoscevano nemmeno la ruota.
Allora, lo scienziato fisico ed astronomo dott. Scott Hyman, nel marzo del 2005, dichiarò alla rivista “Nature” d’aver intercettato un segnale ad intermittenza, con pause a scadenza di decine di minuti, proveniente dalla Via Lattea, e lo classificò come “Codice 777“, un numero tra l’altro conosciuto da sempre anche dagli esoteristi e persone che studiano gli astri. Una coincidenza? Ebbene, il codice 777 sta ad identificare la divinità, cioè Dio e la sua incarnazione terrestre secondo la cosmologia e lo studio di questo enorme e vitale centro galattico..
Lo sapevate che il dio supremo dei Maya era localizzato proprio al centro della Via Lattea? Egli era il Supremo del cosmo, la Coscienza Universale, egli comandava ogni cosa emanando e convergendo energia ogni 26 mila anni, cosa che appunto sembrerebbe coincidere con la scoperta fatta dal dott. Hyman e con il ciclo precessionaleQuindi ogni 26 mila anni la nostra galassia subirebbe un assorbimento di vita e materia, creato cioè da un buco nero atipico, con l’allineamento del sole alla Via Lattea.
Una stella enorme, la casa di Dio? Siamo sicuri delle nostre convinzioni religiose, politiche o morali.. dopo queste recenti e impressionanti scoperte, divulgate in modo poi così frammentario? Sono tutte coincidenze? Tutte macchinazioni di visionari per allarmare la gente? Anche le predizioni per il 2012 erano tutte fandonie, ma una ad una si stanno rivelando (meno la bufala catastrofica della fine del mondo ovviamente).. Progetti olografici per illuderci di vedere cose che dovrebbero abbattere ogni nostra certezza: un progetto che vuole convincere la gente che la Terra sta per essere invasa dagli extraterrestri in modo da far stringere le persone intorno ad un esercito mondialista che, con la scusa di proteggerci, in realtà ci schiavizzerà sotto un Governo e una Religione unica e “malefica”. In verità io penso che a noi sta la scelta di credere, o no, a ciò che vedremo nel cielo.

Immacolata Chessa


fonte 

DALLA BARRIERA MAGNETICA AL PORTALE SPAZIO-TEMPO.L'ESPERIMENTO DELL'ING.FERLINI

 

 

 Stargate- wormhole

Nel suo libro intitolato “La barriera magnetica”, Ferlini narra come, nel corso di ricerche, si sia casualmente accorto di uno strano fenomeno visivo generato da due magneti permanenti che interagivano. Disponendo due calamite a forma di cavallo, in modo che i poli opposti si attirino, se si avvicinano molto lentamente, si addiviene ad un punto critico d’attrazione. Qualche istante prima la forza d’attrazione è piccola ma con un ulteriore piccolo movimento di avvicinamento la forza attrattiva cresce in modo molto forte. Quando ciò accade, Ferlini notò che nella zona centrale di collegamento tra le due calamite, la visione dello spazio perdeva di trasparenza e si deformava leggermente come se ci fosse una lente. A suo dire anche altre persone, con un po’ d’esercizio, riuscirono a notare tale anomalia.
A questo punto egli provò a disporre quattro potenti magneti permanenti in acciaio, in una disposizione a croce. Con opportuno sistema di leve era in grado far avvicinare micrometricamente le calamite. Arrivati nella zona critica le calamite incominciarono a vibrare violentemente, avvicinando ulteriormente di pochissimo, si cominciò a formare una nebbiolina azzurra e nell’aria si sparse un odore di ozono.


Una misteriosa nebbia



Ripetendo tale esperimento in grande con potenti magneti del peso di svariati quintali, il fenomeno si ripeté. Questa volta, a causa di un incidente, lo stesso Ferlini venne avvolto della nebbia e sparì dalla vista, egli sostiene, sia nel libro che in un’intervista a Rai 3, di aver visto un altro posto. L’esperimento nel frattempo prosegue e gli assistenti osservarono la nebbia espandersi notevolmente e cambiare colore passando per tutta la gamma dell’arcobaleno. Finalmente egli ricomparve alla vista degli assistenti esterrefatti.
Curiosamente la maschera antigas che aveva con se, sparì e non fu più possibile trovarla. Del racconto esiste anche una registrazione sonora, in una intervista fatta a Rai 3 con il compianto Pietro Cimatti.  Il portale dimensionale di Ferlini o come lo definì lui stesso “barriera magnetica” è un vero e proprio sistema di phase shifting che permette di collegare la dimensione che per convenzione definiamo “fisica” con altre dimensioni del multiverso olografico.

Ferlini la definì barriera magnetica perchè fondamentalmente è questo ciò che è…un muro magnetico che vibra a una specifica frequenza e che costituisce uno squarcio dimensionale.  La costruzione del portale alla Ferlini è molto semplice concettualmente e non richiede di circuiti pilota ne elettronica…si basa solamente su quattro magneti permanenti posizionati trà loro sui quattro punti cardinali. In questa rappresentazione potete vedere il setup del portale.
i magneti sono fissati su dei supporti a slitta mossi da una vite senza fine in modo che sia possibile regolarne finemente la distanza reciproca. Nell’esperimento Ferlini usò magneti molto grandi di acciaio che pesavano diversi quintali ciascuno…in teoria la dimensione dei magneti dipende dalla dimensione dell’area che si vuole influenzare e quindi per aree più piccole basta usare magneti più piccoli e pratici. Questo significa che in teoria non servono grosse potenze per creare un portale in una zona piccola e lo deduciamo dallo stesso racconto di Ferlini sulla sperimentazione che fece con questi magneti ad U.
Giovanni Battista Ferlini iniziò la sua avventura studiando le piramidi di Giza. Inizialmente non era interessato allo studio dei portali e nemmeno ne sospettava la fattibilità pratica. In questa sede non tratteremo tutti gli studi antecedenti di Ferlini che poco hanno a che vedere con il portale ma ci concentreremo sulla sperimentazione. Ad ogni modo durante i suoi esperimenti con le riproduzioni delle piramidi si accorse che l’energia di tipo magnetico emessa dalle piramidi aveva una forte influenza su diverse variabili come ad esempio la schermatura dai raggi cosmici. Oggi dopo numerose sperimentazioni sappiamo bene come agisce l’effetto di forma delle piramidi sull’etere e la loro azione magnetica che è solo una risultante del campo torsionale emesso dalla punta della piramide stessa. A quel tempo però gli esperimenti con le piramidi fecero riflettere molto Ferlini il quale si accorse che la forma e la disposizione dei materiali usati creavano interazioni più o meno forti con svariati effetti.
La geniale idea che ebbe Ferlini fù quella di simulare il campo energetico della piramide usando dei magneti permanenti, in fondo dalle sue sperimentazioni era evidente che c’era un collegamento diretto trà l’energia delle piramidi e il magnetismo. Con i suoi collaboratori smontò un motore elettrico e ne estrasse quattro magneti permanenti ad “U” che stavano nello statore, li dispose su quattro angoli e mentre regolava le reciproche distanze mantenendo i poli alternati notò che c’era una distanza critica in cui si manifestava una forza di attrazione molto brusca e se regolava la distanza in modo che tale forza fosse “sul confine” trà debole e forte si formava una barriera offuscata al centro che impediva di vedere il tavolo sottostante. Capì quindi che la sua teoria era giusta e che l’esperimento doveva essere riprodotto su una scala maggiore. Ordinò quindi quattro magneti ad U molto grossi fatti di acciaio dolce successivamente magnetizzato, ognuno pesava diversi quintali e furono trasportati con un camion.
Lì dispose su delle slitte, regolabili con viti senza fine, sul pavimento del laboratorio e iniziò la sperimentazione con i suoi colleghi. Avvicinando i quattro magneti arrivò a una distanza critica, un confine molto sottile e preciso in cui la forza di attrazione reciproca diventava improvvisamente da debole a molto intensa. La vite senza fine era molto precisa e ci volevano molti giri per spostare i magneti..in questo modo potè regolare la distanza critica finemente studiando quale posizione dava i migliori risultati. Raggiunta la posizione ottimale delle forti vibrazioni scossero tutto il laboratorio e i magneti iniziarono a vibrare molto probabilmente per l’intensa attrazione.


Una nebbiolina grigiastra\azzurrognola iniziò a formarsi nella zona circoscritta dai poli dei magneti e Ferlini dedusse che poteva essere ozono perciò si dotarono di maschere antigas per evitare le esalazioni velenose, la nebbiolina diventava di colore sempre più intensa e verso il verde a mano a mano che si raggiungeva la posizione critica. Mentre i suoi assistenti stavano più a distanza Ferlini si avvicinò al portale appoggiandosi su uno dei magneti per scrutare più da vicino la barriera magnetica, siccome la maschera gli limitava la vista e i movimenti decise di togliersela e la appoggiò su uno dei magneti. Avvicinandosi alla barriera si ritrovò catapultato di fronte alle piramidi di giza ma non quelle odierne…bensì nell’epoca in cui le piramidi erano intere con la punta di quarzo rivestita in metallo, ossia prima del grande cataclisma che sconvolse la terra 12.000 anni fà. Ad un certo punto si sentì chiamare da lontano e si ritrovò nel laboratorio con la macchina spenta, si avvicinò ai suoi assistenti allarmati i quali asserivano che il dott. Ferlini l’avevano visto scomparire trà i magneti per diverso tempo per poi rivederlo in piedi davanti a loro non appena disattivarono il portale allontanando i magneti trà loro. Consultandosi con i colleghi scoprì che decisero di interrompere l’esperimento quando si accorsero che c’era stata una brusca variazione di flusso tra due dei quattro magneti, riguardo la sua assenza non gli diedero peso inizialmente perchè pensarono che si era solo allontanato momentaneamente, non potendo spiegare perchè all’improvviso non lo vedevano più con loro pensarono che forse non si erano accorti dei suoi spostamenti nel laboratorio.
Ferlini raccontò quello che vide durante il “viaggio” attraverso la barriera magnetica e scoprirono che la maschera antigas di Ferlini era scomparsa e non riuscivano più a trovarla nonostante nessuno era uscito dal laboratorio e le maschere fossero state indossate tutte tranne quella di Ferlini che appoggiò su uno dei magneti. Scoprirono successivamente che la variazione di flusso tra i due magneti era situata nella posizione vicina a quella dove Ferlini appoggiò la maschera sul magnete stesso. Ipotizzarono giustamente che nel momento in cui Ferlini si sporse nella barriera dovette far cadere la maschera nella barriera finendo chissà dove. Sulla maschera c’erano riportate le iniziali con l’indirizzo di Ferlini…mesi dopo la maschera arrivò per posta a Ferlini e il mittente era in egitto precisamente al Cairo! La maschera era stata teleportata in egitto e chi la trovò pensò gentilmente di rispedirgliela! Altra nota importante sull’esperimento è che l’ozonometro posto vicino al portale non rivelò tracce di ozono e che anche quando ci si avvicinava alla nebbiolina si poteva respirare bene non come quando ci si trova in un gas.  E ora le considerazione teoriche.
Considerazioni teoriche
Il portale di Ferlini può sembrare molto diverso da altri sistemi di phase shifting che usano l’interazione rotante trà campi magnetici ed elettrici ad alto voltaggio o quelli basati su campi elettromagnetici rotanti con frequenze specifiche…in realtà pur usando un metodo un pò diverso sfrutta per forza di cose gli stessi principi. Per aprire un portale o realizzare il phase shifting si deve isolare una zona di spazio e si và a modificare la frequenza di vibrazione dell’etere di quella zona stessa…siccome siamo in un ologramma è normale che tutto dipende dalla frequenza della portante olografica scelta, cambiamo portante e cambiamo dimensione. Nei sistemi tipo “philadelphia experiment” si usano delle bobine pulsate trà loro in sequenza a formare un campo rotante ed alimentate a specifiche frequenze di risonanza dimensionale, in altri sistemi invece si usa l’interazione trà un campo magnetico rotante e un campo elettrico che vibra a una certa frequenza. In entrambi i casi avremo un campo di etere rotante che vibra una frequenza specifica. Già qui è possibile notare l’analogia dei suddetti metodi con quello di Ferlini, infatti un campo magnetico non è altro che un flusso di etere ricircolante in una zona di spazio (flusso che si chiude su di sè) e il trucco usato da Ferlini è stato quello di far interagire diversi magneti in modo che il loro flusso si concatenasse creando un flusso rotatorio…infatti Ferlini lo definiva “campo unificato”. Ecco perchè i poli devono essere alternati ed ecco anche perchè c’è una distanza critica precisa…perchè geometricamente quando le calamite sono alla distanza precisa creano un flusso tondo rotatorio che si rafforza.
Immaginate le linee di flusso che escono da ogni polo che vanno a fluire nel polo opposto e così via unificandosi….in tale situazione si avrà una campo rotante unificato o per meglio dire un flusso di etere rotante proprio come illustrato in questa figura:




Un giroscopio spaziale
Ora una volta creato il campo rotante bisogna impostare una frequenza di risonanza che ci ricolleghi a una specifica dimensione o punto spazio-temporale dell’ologramma multiverso. Nel caso di Ferlini tale vibrazione può essere stata indotta sia dalle vibrazioni meccaniche dei magneti per semplice attrazione che dalle vibrazioni indotte da lui stesso quando ci si appoggiò. Sicuramente non era un sistema preciso perchè soggetto a molte vibrazioni spurie, ogni vibrazione meccanica sui magneti produceva una increspatura sul campo della zona critica. C’è però un indizio molto interessante, Ferlini non vagò a caso ma fù portato proprio dove a lui desiderava andare sia consciamente che inconsciamente…ossia nel tempo delle piramidi su cui era basata tutta la sua ricerca scientifica.
Questo indica che una volta aperto il varco la mente stessa è libera di scegliere dove e in che tempo spostarsi, nelle proiezioni extracorporee solo il corpo astrale (corpo olografico come quello fisico ma che vibra su una portante più alta) è libero di andare dove vuole ma nel phase shifting tutto il corpo compreso quello “fisico” si innalza di vibrazione rendedolo facile da spostare dove si vuole. La maschera invece fù sempre portata in egitto ma non nello stesso tempo…evidentemente la variazione di flusso indotta dal suo passare attraverso la zona critica ha spostato la variabile tempo facendola arrivare nei tempi moderni.
Chiaramente si dovrà fare molta sperimentazione in tal senso per poter stabilire meglio come agiscono le variabili nel phase shifting. Altro elemento importante è la famosa “nebbiolina”. Quando si interagisce con l’etere spostandone la frequenza o addensandolo in una zona di spazio esso diventa visibile sotto forma luminescente che a prima vista è come una nebbiolina il sui colore dipende dalla densità raggiunta. Questo lo si osserva anche nelle sperimentazioni con sistemi antigravitazionali tipo le repulsine di Schauberger, il SEG di Searl e altri…quello che ci interessa è che è ben visibile anche nei casi phase shfting. Nel celebre Philadelphia Experiment la nave veniva avvolta da una nebbiolina azzurrognola che virava verso il verde prima di scomparire…anche nel triangolo delle bermuda le navi prima di sparire o sortire certi effetti particolari entrano in una nebbiolina grigiastra a volte verdastra…sono entrambi casi di phase shifting e combaciano ovviamente con l’esperimento di Ferlini.
Un’altra considerazione che voglio fare è che per realizzare la zona critica dovrebbero in teoria bastare anche solo tre magneti ad U disposti a 120° l’uno dall’altro e inoltre non penso sia necessario usare per forza magneti ma invece gli elettromagneti che sono più pratici ed economici. Ferlini preferì i magneti perchè voleva usare una fonte magnetica “pura” ma gli elettromagneti potrebbero svolgere lo stesso lavoro perchè quello che conta è solo il campo magnetico generato e la disposizione geometrica.
Tratto dal libro
La Barriera Magnetica, G. B. Ferlini

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